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Toffolutti, Veronica (2010) Essays on policy evaluation of the British labour market: two case studies. [Ph.D. thesis]

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Abstract (english)

On 18 th December, 2009, prof. Mario Draghi, currently the governor of the Bank of Italy, has been invested by a "Laurea Honoris Causae" in Statistics from the University of Padova. During his Lectio-magistralis prof. Mario Draghi stressed the fasting growing relevance to "find less syntectic and more consistent information aiming at representing hard to understand phenomena". This thesis attempts at filling this gap as regards the ongoing debate on the implications of Employment Protection Legislation.

With the term Employment Protection Legislation (EPL, henceforth) economists refer to a set of instruments which limit both the hiring and the firing procedures.

Even though, the economic literature, in the last two decades, has investigated the effect of EPL on employment levels and dynamics, the results are far from being conclusive. The main objective of the
present thesis is to evaluate the implication of changing EPL focusing on two British reform occurred at the end of the 90s. The UK represents indeed an exceptional breeding ground for this issue.
Britain is commonly known to be the country with the lowest EPL in Europe, the second one in the OECD countries, after the USA.
Conversely to most of the other European countries, since when the New Labour came into power in 1997, the British labour market legislation has progressively strengthened, leading to a less flexible labour market.

Briefly, this Ph.D thesis is a compendium of two papers, each one corresponding to a chapter. In both chapters we adopt a typical Policy Evaluation Approach. In this regard, the first chapter analyzes the 1999 UK Unfair Dismissal Reform effects on the equilibrium outcome for workers and firms. The second one, using Barbieri and Sestito (2008)'s approach, tackles whether experiencing a temporary job-spell vs. staying in unemployment has an impact in terms of subsequent employment statuses in the UK.

More specifically, the first paper uses the UK Labour Force Survey from 1997 to 2001 to examine the impact of the 1999 British Unfair Dismissal Reform on firms firing behaviour. Combining treatment
evaluation techniques, namely Difference-in-Differences and Regression Discontinuity Design, with survival techniques our results show consistently that the probationary period shortening, occurred during the reform, leads to a significant decrease in the probability of being laid off amounting to 1% just for the newly
covered. In other words, those workers whose tenure is between 12 and 23 months after the reform are less likely to be discharged compared with the same group in the pre-reform period. Our evidence,
although, show that the new probationary period threshold is found to be not significant. Looking at the effects of the reform on manufacturing, our evidence shows that shortening the probationary
period increases the probability of being dismissed for those workers whose tenure is lower than 12 months. Aiming at evaluating whether this pattern was driven by a particular compositional effect
we split white from blue collar workers. Our evidence supports the thesis that the effect of the reform is heterogeneous across skills.

The second paper investigates the effect of experiencing a spell of temporary contract vs. a spell of unemployment in the British labour market. Using short panels from the UK Labour Force Survey covering
the period from 1997 to 2001, we find evidence that unemployed individuals are significantly less likely to transit to employment in the short-run horizon. However, the difference - in terms of transition to employment- between the two status is progressively declining. What is the reason for this result? Is this news "mask mounting evidence"? Our answer is the enactment of New Deal Programme- an active labour market policy designed to move long-term unemployed to work and away from welfare. Using Barbieri and Sestito (2008)'s approach we show that splitting the unemployed into categories: New Deal eligible (i.e. long-term unemployed) and short-term unemployed, the effect of being temporary vs. a spell of unemployment moved from 30% for the younger group (46% for the older group)to 25%(44% for the olders) higher chances to get a job. At the same time, comparing the effect of being New Deal eligible vs stay in unemployment we could observe that the New Deal participants, after the New Deal implementation, are significantly more likely to find a job after nine months by about 5%. Finally, we do not find any significant effect when we look at the probability to transit into permanent jobs.

Abstract (italian)

In data 18 dicembre 2009, il professor Mario Draghi, attuale governatore della Banca d'Italia, è stato insegnito della "Laurea Honoris Causae" in statistica. Durante la sua Lectio-Magistralis, il professor Mario Draghi ha evidenziato la crescente necessità di "informazioni meno sintetiche e più capaci di rappresentare fenomeni articolati". Questa tesi mira a colmare questa lacuna nell' ambito del corrente dibattito sulla legislazione dell'Employment Protection.

Con il termine legislazione Employment Protection (EPL, nel seguito), gli economisti si riferiscono ad un insieme di strumenti destinati a limitare sia le assunzioni sia i licenziamenti.

In gran parte degli ultimi due decenni la letteratura economica ha studiato gli effetti dell' EPL sui livelli occupazionali e sulle sue dinamiche, senza però raggiungere delle conclusioni. Il principale
obiettivo di questa tesi è di valutare le implicazioni dovuti a cambiamenti della legislazione in materia di EPL, focalizzando l'attenzione su due riforme inglesi avvenute alla fine degli anni 90. A tal proposito il Regno Unito rappresenta un terreno fertile per la valutazione delle politiche. Sebbene tale nazione sia
conosciuta per essere lo stato europeo con il basso livello di EPL - ed il secondo per quanto riguarda i paesi OECD, dopo gli USA. Sin dalla salita al potere del Partito dei New Labour avvenuta nel 1997
la legislazione in materia di occupazione sembra essersi irrigidita,muovendosi in direzione opposta rispetto maggioranza degli stati europei. Brevemente questa tesi è composta da 2 pepers, ciascuno
corrispondente ad un capitolo, caratterizzati entrambi da un approccio tipico delle Valutazione delle Politiche.

A tal riguardo il primo capitolo analizza gli effetti sull'equilibrio tra imprese e lavoratori derivanti dall'attuazione della 1999 UK Unfair Dismissal Reform. Il secondo capitolo, altresì affronta l'effetto di essere lavoratori temporanei "vis-a-vis" essere disoccupati in termini di occupazione in orizzonte di breve periodo.

Più dettagliatamente, il primo articolo, utilizzando dati dal 1997 al 2001 provenienti dalla UK Labour Force Survey, eamina l'impatto della 1999 UK Unfair Dismissal Reform - che dimezzo il periodo di prova da due anni ad un anno - in termini di licenziamenti da parte delle imprese. Combinando tra loro tecniche di valutazione delle politiche, quali Difference-in-Differences e Regression Discontinuity Design, con tecniche tipiche della survival analysis i nostri risultati mostrano che la riduzione del periodo di prova, dovuta alla riforma, portò ad una significativa riduzione dei licenziamenti pari all'1% per i trattati - i.e. i lavoratori per i quali la durata dell'impiego è tra i 12 ed i 23 mesi, sebbene l'oltrepassare la soglia dei 12 mesi del periodo di prova dia luogo ad una riduzione non significativa nei licenziamenti. Concentrando la nostra analisi sul settore manifatturiero, i nostri risultati mostrano che il dimezzamento del periodo di prova conduce ad un aumento nella probabilità di essere licenziati per quelli che hanno un rapporto lavorativo inferiore ad un anno. Allo scopo di giustificare questo fenomeno, abbiamo diviso i lavoratori specializzati - white collars - da quelli non specializzati -blue collars. I nostri risultati supportano l'ipotesi che gli effetti della riforma siano eterogenei rispetto alle capacità dei lavoratori.

Il secondo articolo compara l'effetto di essere un lavoratore temporaneo rispetto ad essere disoccupato sul successivo out come lavorativo nel mercato del lavoro inglese. Utilizzando degli short panels dal 1997 al 2001 con dati provenienti dalle UK Labour Force Survey, le stime da noi riportate evidenziano come i disoccupati abbiano una probabilità significativamente minore, rispetto ai temporanei, di trovare un lavoro nel breve periodo. Tuttavia il divario da noi trovato risulta assottigliarsi nel tempo. Quali potrebbero essere le ragioni di tale comportamento? Questa notizia maschera qualche effetto? La nostra risposta è l'attuazione del New Deal Programme - una politica atta a riportare i disoccupati di lungo periodo sul mercato del lavoro sgravando così lo stato sociale. Utilizzando l'approccio Barbieri and Sestito (2008) mostriamo come separando tra di loro i disoccupati in due categorie:
Individui idonei a partecipare al New Deal Programme (i.e. disocuppati di lungo periodo) e disoccupati di breve periodo, l'effetto di essere temporaneo passa da un 30% per il gruppo dei piu' giovani (46% per il gruppo degli adulti) ad un 25% (44%) piu' altre probabilità di trovare un lavoro. Allo stesso modo, comparando gli individui idonei a partecipare al New Deal ed i disoccupati di breve periodo, dopo l'attuazione del New Deal, i primi risultano avere una probabilità significativamente più alta pari ad 5% di trovare un lavoro nove mesi dopo. Infine, guardando alla probabilità di trovare un lavoro permanente le nostre stime non mostrano alcun effetto di rilievo.

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EPrint type:Ph.D. thesis
Tutor:Nunziata, Luca
Ph.D. course:Ciclo 21 > Scuole per il 21simo ciclo > ECONOMIA E MANAGEMENT
Data di deposito della tesi:UNSPECIFIED
Anno di Pubblicazione:29 January 2010
Key Words:massi999
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 13 - Scienze economiche e statistiche > SECS-P/05 Econometria
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali "Marco Fanno"
Codice ID:2782
Depositato il:21 Sep 2010 10:59
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