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Capodivacca, Silvia (2010) Sul tragico. Tra Nietzsche e Freud. [Tesi di dottorato]

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Abstract (inglese)

Several scientific publications have recently shown a certain revival of concept of Tragic, in conjunction with a number of philosophical inquiries surveying the in absentia dialogue between Nietzschean speculation and Freudian discoveries. The hermeneutic itinerary we propose crosses both lines of research with the explicit purpose of outlining an original concept of Tragic.
First of all we determine a specific connotation of the notion, conceived as an essential trait of the coming to being of the being, rather than as a fundamental word of Aesthetic lexicon: the key-word we devised is “morphogenetic split”, that is a laceration which discloses new being structures within the deep rift it opens. After this introductory chapter the inquiry parts in two macro-areas.
The first section aims to test the previously determined definition of Tragic and ends up tracking down a triad of creations, each of whose is revealed as arisen amid a split. Here are the three: man, as an individual compelled to the sublimation of his instincts; psyche, as a catch basin for frustrated desires; the image of the world itself, compared to the image reflected in a deforming mirror. In the chapter “Passage” the Nietzschean Will to Power is seen as the element that allows the shift from a state of barren opposition to morphogenesis.
The second section faces an issue risen from the previous. Even though each progression appears to come out from a laceration, the notion of death – meant as the unsurpassable bound of any creative horizon imaginable – seems to be able to throw the philosophical pair Becoming-Tragic into crisis. The latter term is indeed reduced to a transitory error, i.e. a momentary detour from the natural course of the existent. Nietzsche’s Eternal Return swings the latter conjecture, allowing Tragic to show itself as a destructive and at the same time creative power.
In “Epicrisis” we collect the critical results of the inquiry and try to refer them to the most traditional definition of Tragic, which is the one stated in Aristotle’s Poetics.
Beyond the peculiar course of our inquiry, we think that providing a platform of textual recognition is an essential support for those who intend to approach the authors and topics we discuss. We present the wide “Bibliographic Appendix” in this belief.

Abstract (italiano)

In questi ultimi anni la produzione scientifica ha registrato una certa di reviviscenza di interesse nei confronti del concetto di tragico; parallelamente, sono rintracciabili alcuni testi di letteratura critica volti ad indagare il rapporto che in absentia si è costituito tra le speculazioni di Nietzsche e le successive scoperte freudiane. L’itinerario ermeneutico proposto si colloca all’incrocio di queste due linee di indagine, nel tentativo di declinarle in maniera il più possibile originale.
Innanzitutto, la ricerca indica una connotazione specifica del concetto in esame, inteso come carattere essenziale del darsi dell’ente, piuttosto che come parola fondamentale dell’estetica: la formula utilizzata è quella di “frattura morfogenetica”, ovvero di una lacerazione che, nella profondità della fenditura che apre, dischiude lo spazio ad inedite conformazioni d’essere. Il prosieguo presenta una suddivisione in due macrosezioni.
Nella prima parte viene “messa alla prova” la definizione di tragico precedentemente determinata e si rintraccia una triade di creazioni il cui sorgere risulta connesso ad una frattura, ovvero: l’uomo come individuo costretto alla sublimazione dei suoi impulsi, l’apparato psichico inteso come bacino di contenimento di una serie di desideri frustrati e, in terzo luogo, l’immagine medesima del mondo, concepito alla stregua di un riflesso su uno specchio deformante. La sezione “Passaggio” individua nella nozione nietzscheana di volontà di potenza l’elemento che permette la transizione dallo stato di opposizione improduttiva alla morfogenesi.
La seconda macroarea affronta un problema scaturito dalla prima sezione del lavoro. Benché ogni progressione appaia derivata dall’attraversamento di una lacerazione, la nozione di morte, intesa come limite inaggirabile di qualsivoglia orizzonte creativo, sembra mettere in crisi l’associazione divenire-tragico, riducendo il secondo termine del binomio ad un errore temporaneo, una momentanea deviazione dal corso naturale dell’esistente. È il pensiero dell’eterno ritorno a ribaltare quest’ultima supposizione, permettendo al tragico di affermare la propria potenza annientatrice e creativa assieme.
Nell’“Epicrisi” sono raccolti i risultati critici dell’indagine e dei medesimi viene comprovato il livello di distanza ovvero di affinità con una definizione del concetto che ancor oggi rappresenta un punto di riferimento imprescindibile, cioè la descrizione della tragedia fornita da Aristotele nella Poetica.
La convinzione che, al di là della piega peculiare della ricerca, possa essere utile indicare una piattaforma testuale di riferimento per chi si voglia avvicinare agli autori e al problema presi in esame, ha guidato la compilazione dell’ampia “Appendice bibliografica”.

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Tipo di EPrint:Tesi di dottorato
Relatore:Curi, Umberto
Dottorato (corsi e scuole):Ciclo 22 > Scuole per il 22simo ciclo > FILOSOFIA > FILOSOFIA E STORIA DELLE IDEE
Data di deposito della tesi:NON SPECIFICATO
Anno di Pubblicazione:24 Luglio 2010
Parole chiave (italiano / inglese):Nietzsche, Freud, tragico
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-FIL/06 Storia della filosofia
Struttura di riferimento:Dipartimenti > pre 2012 - Dipartimento di Filosofia
Codice ID:3126
Depositato il:29 Mar 2011 15:20
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