Vai ai contenuti. | Spostati sulla navigazione | Spostati sulla ricerca | Vai al menu | Contatti | Accessibilità

| Crea un account

Puvia, Elisa (2011) A feminine look at female objectification: Makeup and self-objectification, sexy women and their dehumanization. [Tesi di dottorato]

Full text disponibile come:

[img]
Anteprima
Documento PDF
1092Kb

Abstract (inglese)

The present work aimed to get a better understanding of sexual female objectification (Bartky, 1990; Frederickson & Roberts, 1997). When objectified, a woman is put on a par with her body or body parts resulting in a loss of her personality and individuality.
We have examined both the cognitive consequence of the objectification of the self on woman’s self-perception and the possible motivations that lead women to consider sexually objectified female targets as not fully human beings.
Chapter 2 tested the hypotheses that applying makeup could be a self-objectifying practice that in turn could have a negative impact on woman’s self-perceived competence.
In two studies we have shown that changing one’s facial features trough the use of makeup is linked with a woman’s tendency to self-objectify, increasing worries about her physical (facial) appearance. In addition, we hypothesized that makeup use could have a negative impact on woman’s
self-perception according to the normative context in which it is used. In line with this hypothesis, only when women’s competence is expected to be evaluated the intention to wear makeup lead female participants to perceive themselves as less competent. Study 2 replicated the link between makeup use and self-objectification broadening our knowledge about the process of self-objectification itself. Indeed, the results of these studies show that a person’s face instead of his or her body can function as a possible source of self-objectification, and more specifically the use of makeup is a potential self-objectifying practice.
In Chapter 3 we examined the possible motivations that could lead women to dehumanize their sexually objectified counterparts. Both target and perceivers’ characteristics were manipulated to get a better understanding on these motivations. In Study 3, we showed that manipulating the social meaning of the target of sexual female objectification that is priming the idea of a woman as a promoter versus a victim of on objectifying culture changed the way female participants perceived them in human terms. Only in the former condition female participants attributed less humanness to sexually objectified targets.
Finally, focusing on perceivers’ personality characteristics, Study 4 showed that women when confronted with sexually objectified depictions of their gender category tend to distance themselves from these representations because they perceive these sexy women as potential competitors in their strive to attract the attention of the other sex.

Abstract (italiano)

Il presente lavoro di ricerca è volto ad indagare il fenomeno dell’oggettivazione sessuale femminile (Bartky, 1990; Frederickson & Roberts, 1997). Quando oggettivata, una donna è ridotta al proprio corpo o alle sue parti sessuali perdendo la propria individualità e personalità. Il processo di oggettivazione è stato indagato prendendo in considerazione sia le conseguenze cognitive che l’oggettivazione rivolta al sé o auto-oggettivazione può avere sulla percezione che una donna ha di sé, sia le possibili motivazioni che spingono le donne a considerare modelli di donna sessualmente oggettivati come non completamente esseri umani, o de-umanizzarli.
Nel Capitolo 2 abbiamo verificato se l’uso di makeup possa essere considerato una pratica auto-oggettivante che in quanto tale può avere un effetto negativo sulla competenza auto percepita di una donna. In una serie di due studi abbiamo mostrato come modificare le caratteristiche del proprio volto attraverso l’uso di makeup è associato ad una tendenza ad auto-oggettivarsi, aumentando le preoccupazioni espresse da partecipanti femminili per il proprio aspetto fisico, in particolare legato al proprio volto. Inoltre, abbiamo ipotizzato che l’effetto negativo derivante dall’uso di makeup possa dipendere dal contesto normativo in cui makeup viene utilizzato. In accordo con quest’ipotesi, è stato mostrato come solamente nel caso in cui partecipanti femminili erano poste in un contesto in cui la competenza veniva resa saliente l’intenzione di usare makeup portava queste stesse partecipanti a percepirsi come meno competenti. Nel loro insieme, questi studi ampliano la nostra conoscenza sul processo di auto-oggettivazione in quanto mostrano per la prima volta che anche il proprio volto oltre al corpo nel suo insieme può essere una fonte di auto-oggettivazione. A dispetto del suo largo uso, questi studi mostrano come l’uso di makeup sia un’abitudine potenzialmente auto-oggettivante.
Nel Capitolo 3 sono state indagate le possibili motivazioni che portano le donne a de-umanizzare modelli di donne sessualmente oggettivate. Abbiamo considerato le caratteristiche di chi subisce l’oggettivazione, ovvero della donna oggetto e di chi la pone in essere, ovvero le altre donne separatamente, ipotizzando che questi due aspetti siano importanti nel processo indagato. Nello Studio 3 abbiamo mostrato come cambiando il significato sociale associato ad un modello di oggettivazione sessuale femminile, evidenziando cioè il ruolo di potenziale promotrice oppure di vittima della donna di una cultura che oggettivizza i corpi femminili, cambi anche il modo in cui partecipanti femminili percepiscono questi modelli in termini umani. Solo nella condizione in cui veniva evidenziato il possibile ruolo di promotrici di una cultura che pone l’aspetto fisico come prioritario, le donne non attribuivano loro un grado di umanità diverso da quello attribuito ad un topic di controllo.
Infine, nello Studio 4 il fenomeno di de-umanizzazione di modelli di donna oggetto da parte di altre donne, è stato indagato prendendo in considerazione le caratteristiche di personalità di partecipanti femminili considerate significative nel contesto dell’oggettivazione femminile. L’obiettivo era quello di comprendere quale tipologia di donna ha maggiori probabilità di reagire negativamente a questi modelli femminili. Questo studio ha mostrato come sono in particolare le donne motivate ad attrarre membri dell’altro sesso a prendere le distanze da modelli di donna sessualmente oggettivati poiché vedono in questi modelli delle potenziali rivali.

Statistiche Download - Aggiungi a RefWorks
Tipo di EPrint:Tesi di dottorato
Relatore:Vaes, Jeroen
Dottorato (corsi e scuole):Ciclo 23 > Scuole per il 23simo ciclo > SCIENZE PSICOLOGICHE > SCIENZE COGNITIVE
Data di deposito della tesi:NON SPECIFICATO
Anno di Pubblicazione:30 Gennaio 2011
Parole chiave (italiano / inglese):Oggettivazione femminile, auto-oggettivazione, uso di makeup, de-umanizzazione / Female objectification, self-objectification, makeup use, dehumanization
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-PSI/05 Psicologia sociale
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione
Codice ID:3812
Depositato il:01 Ago 2011 11:45
Simple Metadata
Full Metadata
EndNote Format

Download statistics

Solo per lo Staff dell Archivio: Modifica questo record