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Cukjati , Francisca (2011) Nuovi attori e processi di riterritorializzazione in ambiti urbani degradati: il ruolo dell'immigrato a Brescia. [Tesi di dottorato]

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Abstract (inglese)

International migrations are gaining increasing importance in Italy, from different points of view: indeed, they concern structural, productive, socio-cultural, and demographic issues, as well as settlement patterns. The research focuses on the relationship between immigration and territory, analysing the role of foreign actors in the territorialization and in the re-territorialization processes. We considered a case study: the area called Quartiere Carmine, in the city of Brescia. This area, characterized by structural and social degradation, records an high percentage of foreigners, who contribute to change its features. In particular, the research analyses the changes occurred in the neighborhood as a consequence of the immigrants’ settlement in the so-called “interstitial spaces” – both in a physical and a social meaning – which represent for them the first shelter in the new country where trying to build a new and strong identity.
For the field work, we involved two kind of actors in Carmine:
a) “Key-informants”: members of private and public organizations/institutions;
b) Women living in the neighborhood, both Italian and foreign ones; we decided to focus on them especially because of their key role in immigrants’ integration process.
The research work is based on the following questions:
- Which relationship exists between immigrants and territory?
- Which role do immigrants play in the context of such a “fragile” neighborhood?
- Which role do foreign women play in the construction of a truly intercultural reality?
- Which relationship exists between “new” foreign actors and “old” Italian inhabitants?
- Which relationship exists between immigrants and local institutions?
- Which role do the different stakeholders play in integration process?

We firstly delved into some theoretical concepts, regarding on one hand the migration phenomena, on the other hand the processes of territorial transformation (territorialization, de-territorialization, re-territorialization). These theoretical tools have then been used in order to analyse the case study, following a geographical approach.
Secondly, we identified the actors involved in the migratory process and its aspects: e.g. foreign and Italian inhabitants, institutions, etc. Each actor carries out a project and has his own representations and ideas about the Carmine, which are connected to the expectations – sometimes fulfilled, more often disappointed – stimulated by the neighborhood itself.
Finally, we began our field research activity: interacting with the actors, we explored the relationships which connect one another, aiming at understanding how different projects are being carried out on the territory and which are their consequences on the neighborhood’s territorial and social setting.
Regarding methodological aspects, the research followed a qualitative approach, mainly based on semi-structured interviews. Furthermore, we tried to apply some principles of “Action-Research” (e.g. the wide freedom of expression given to the social actors and the attempt of establishing an “equal dialogue”, in order to reduce the distance between the researcher and the people involved in the research it self).
Our analysis highlights that the lack of organic coordination actions by the authorities, legislative deficiencies and political and cultural influences contribute to trigger the distrust of “the Other”, reducing the possibilities of making a real intercultural process. Nevertheless, the results also show the existence of a very complex territory, where – in spite of many difficulties – we identify some intercultural paths, fostering virtuous actions: they are especially connected to the efforts made by the organizations and to the important role played by actors which are generally considered as “weak”, for example foreign women, children and youngsters

Abstract (italiano)

Il presente lavoro prende avvio dalla considerazione della crescente importanza che vanno assumendo i fenomeni migratori in Italia, dal punto di vista strutturale e produttivo, ma anche per quanto riguarda aspetti di tipo socio-culturale, demografico e insediativo. La ricerca si focalizza in modo specifico sul rapporto esistente tra immigrazione e territorio, esaminando il ruolo assunto dagli attori di origine straniera nei processi di territorializzazione, o di vera e propria riterritorializzazione, che interessano l’area scelta come caso di studio: il quartiere Carmine a Brescia. Questa zona, che pure presenta particolari caratteristiche di degrado strutturale e sociale, vede infatti la presenza di un’elevata percentuale di stranieri, i quali contribuiscono a mutarne il volto. In particolare, la ricerca esamina i cambiamenti intervenuti nel quartiere a seguito dell’occupazione da parte degli immigrati di quegli “spazi interstiziali” – fisici ma anche sociali – che costituiscono per loro l’avamposto da cui partire per crearsi una nuova e solida identità nel paese di accoglienza.
L’indagine sul campo si è rivolta a due tipologie di attori presenti nel quartiere Carmine:

a) Rappresentanti di associazioni e istituzioni pubbliche e private, che costituiscono dei “testimoni privilegiati”;
b) Donne abitanti nel quartiere, sia straniere che italiane; questo soprattutto in considerazione del ruolo rilevante giocato dalla componente femminile nel processo di inserimento.
La ricerca si propone di rispondere ai seguenti interrogativi:

- Quale rapporto esiste tra immigrati e territorio?
- Quale ruolo gioca l’immigrato nel contesto di un quartiere così “fragile”?
- Qual è il ruolo delle donne di origine straniera nel processo di creazione di una realtà che possa dirsi realmente interculturale?
- Qual è il rapporto esistente tra “nuovi” attori stranieri e “vecchi” abitanti autoctoni?
- Qual è il rapporto esistente tra immigrati e istituzioni?
- Quale ruolo giocano i diversi stakeholders presenti sul territorio nel processo di inserimento degli stranieri?

Per indagare su tali questioni, è stato necessario prima di tutto approfondire alcune nozioni teoriche di base riguardanti da una parte i fenomeni migratori, dall’altra i processi di trasformazione territoriale (territorializzazione, deterritorializzazione e riterritorializzazione). Questi strumenti concettuali sono stati poi utilizzati per l’analisi del caso di studio, condotta secondo un approccio geografico.
Nella fase successiva si sono individuati gli attori coinvolti in diverso modo nel processo migratorio e nelle problematiche ad esso connesse: in primis gli stranieri, ma anche gli abitanti autoctoni, le istituzioni, ecc.. Ognuno di questi è portatore di una progettualità, possiede proprie idee e una propria rappresentazione del quartiere Carmine, legate alle aspettative – talvolta realizzate, più spesso disattese – che il quartiere stesso ha stimolato.
A questo punto si è avviata l’indagine sul campo: attraverso l’interazione con i diversi attori, si sono esplorate le reti di relazioni che li legano, cercando di capire in che modo le diverse progettualità si realizzino sul territorio e quali riflessi queste strategie abbiano sull’assetto territoriale e sociale del quartiere.
La ricerca si è avvalsa di un approccio di tipo qualitativo, affidandosi principalmente ad interviste semi-strutturate; inoltre, si è cercato di applicare alcuni principi propri del paradigma della ricerca-azione (per esempio, l’ampia libertà di espressione lasciata agli attori locali e il tentativo di creare un dialogo “alla pari” che riducesse la distanza tra ricercatore e soggetto della ricerca).
L’analisi condotta rende evidente che la mancanza di un coordinamento organico da parte delle autorità, le carenze legislative e i condizionamenti di natura politica e culturale contribuiscono ad alimentare la diffidenza verso l’“Altro”, allontanando la realizzazione di un effettivo processo interculturale. Tuttavia, i risultati ottenuti mettono anche in luce l’esistenza di un territorio molto complesso in cui, nonostante le molteplici difficoltà, è possibile individuare alcuni percorsi interculturali, in grado di innescare meccanismi virtuosi: questi sono legati in particolare agli sforzi intrapresi dalle diverse associazioni presenti sul territorio, nonché al ruolo essenziale esercitato da attori generalmente considerati “deboli”, quali le donne immigrate, i bambini e gli adolescenti

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Tipo di EPrint:Tesi di dottorato
Relatore:Rotondi, Graziano
Dottorato (corsi e scuole):Ciclo 22 > Scuole per il 22simo ciclo > TERRITORIO, AMBIENTE, RISORSE E SALUTE > UOMO E AMBIENTE
Data di deposito della tesi:25 Luglio 2011
Anno di Pubblicazione:25 Luglio 2011
Parole chiave (italiano / inglese):Immigrazione Riterritorializzazione Brescia Carmine Ruolo della donna Intercultura Immigration Ri-territorialization Brescia Carmine Women role intercultural
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-GGR/01 Geografia
Struttura di riferimento:Dipartimenti > pre 2012 - Dipartimento di Geografia "G. Morandini"
Codice ID:4244
Depositato il:25 Lug 2011 08:28
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