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Manigrasso, Leonardo (2012) Capitoli autobiografici. Poeti traduttori a confronto tra terza e quarta generazione. [Tesi di dottorato]

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Abstract (inglese)

Leonardo Manigrasso has focused his thesis on the history of French poetry translations made by poets born between the second decade and the early twenties of the 20th century. The aim is to explore uppermost the typologies of the first hermetic translations between the thirties and forties, secondly the history of their decline until the middle of the next decade, and finally the subsequent rise of translating strategies no longer inscribed in a koinè, but rather substantially freed from formal codes more stringent. The scope of investigation in this case is limited to the category of third and fourth generation of poets-translators born between 1910 and 1922, safeguarding, however, the right, when appropriate, to derogate from these boundaries mobilizing representative voices of other generations, such as for example, Diego Valeri and Giovanni Raboni.
For this paper it was developed a comparative critical method, based on the comparison of different translations of the same source text (the so-called “inter-authorial variants”, from a minimum of two to a maximum of four variants at a time) in order to emphasize the dissonance, the technical experiments and, possibly, the similarities between the options chosen by each poet. For this purpose, the candidate has investigated: a) a “border” figure like Beniamino Dal Fabbro, whose translations of Rimbaud and Baudelaire - in comparison to those produced by Luzi and Parronchi - allow us to place him just outside the narrow circle of the hermetic translators universe; b) the “intergenerational” translations of the Nerval’s Delfica made by Valeri, Parronchi and Risi, that are an ideal platform to investigate the options opened up by the hierarchy of levels that the practice of translation inevitably involves, in between the boundaries of choice from the rhythmic-metric criterion elected by Valeri to the literal-semantic one chosen by Parronchi: special care was then directed to the declinations, loans and withdrawals that the Nerval's mythopoiesis had with the translators poems; c) the different versions of Baudelaire's Le crépuscule du matin developed by Parronchi and Fortini, which allow us to see how different conceptions of the relationship between the new text and the tradition of formal codes are ending up in the same challenge of contemporary ideologies; d) the two versions of Éluard's Ta chevelure d’oranges before Bigongiari and Fortini, both mouthpieces, the former of a hermetic way of the translating experience, based on the absoluteness of memory, and the second, as opposed to the first becouse founded on the principle underlying the antagonism between imagination and reality, and then the translations of the same text developed by Traverso and Zanzotto, on which we can observe two different modes of using the Petrarchan lexicon; e) Bigongiari and Sereni’s versions of Septentrion by Char, where we can test the influence of the proximity or distance from their own poetry from the translated author over the strategies of translation; f) the five translations of Baudelaire's La vie antérieure arranged by Luzi, Parronchi, Pagano and Raboni (two versions), by which we can see the irreversible weakening - between the forties and nineties - of the formal institutions of the arrival code of in the interest of some increasingly complex tactics of remuneration distributed along the various levels of text; g) the translations of Henri Michaux’s La cordillera de los Andes made by Luzi and Erba almost in the same period, including two different poetics related to the psychological and metageographic determination of the "here" and the “elsewhere”, which must be inscribed (especially for Luzi) into the frame of the consumed dissolution of the hermetic koinè; h) the versions of Erba and Caproni of Les canaux de Milan by Frénaud, in order to establish the distance between a conception of the translation act as a research for the ideal compromise between the expectations of the semantic and the phonic level of the hypotext and, the other hand, the poet's claim to the right to restoration; i) the comparison between the Risi and Caproni’s versions of Frénaud’s J’ai bâti l’idéale maison and Espagne, on which it can be experienced how the different treatment of the of the iterative scores source text involving tangible consequences at the semantic level.
These samplings are also accompanied by the work Appunti per una storia della traduzione dall’ermetismo in poi, a survey of the main translations of these poets - in journal and volume - within a general overview of the poetry translations history from the beginnings of the forties; on the other hand, they are enhanced by an index of the major volumes representing the translation interest of these authors, among personal translators’ anthologies, miscellanies anthologies of foreign poetry and anthologies of "monographic" translations, dedicated to specific French authors

Abstract (italiano)

Il dott. Leonardo Manigrasso ha focalizzato la sua tesi sulla storia della traduzione di poesia francese ad opera di poeti nati tra il secondo decennio e i primissimi anni Venti del secolo. L’obiettivo è quello di sondare in primo luogo le forme del tradurre ermetico tra gli anni Trenta e Quaranta, poi la storia del suo declino almeno fino alla metà del decennio seguente, e infine il successivo imporsi di strategie traduttive non più inscritte in una koiné, ma anzi in linea di massima liberate dai codici formali più stringenti. Il perimetro di indagine è nella fattispecie circoscritto alla categoria dei poeti-traduttori di terza e quarta generazione nati tra il 1910 e il 1922, salvaguardando nondimeno il diritto, quando è il caso, di derogare ai questi confini mobilitando voci rappresentative di altre generazioni, quali ad esempio Diego Valeri o Giovanni Raboni.
Il metodo critico adottato è quello comparatistico, basato sul raffronto di diverse traduzioni di uno stesso testo-fonte (le cosiddette “varianti inter-autoriali”, da un minimo di due a un massimo di quattro per volta) al fine di mettere in maggior rilievo le dissonanze, gli espedienti tecnici e, eventualmente, le analogie tra le opzioni messe in pratica dai vari poeti. A questo scopo ho indagato: a) una figura “di frontiera” come Beniamino Dal Fabbro, le cui traduzioni da Rimbaud e Baudelaire – poste a confronto con quelle di Luzi e Parronchi – consentono di collocarlo subito al di fuori della più stretta cerchia di traduttori dell’universo ermetico; b) le traduzioni “intergenerazionali” di Delfica di Nerval da parte di Valeri, Parronchi e Risi, piattaforma ideale per indagare le opzioni aperte dalla gerarchizzazione dei livelli che l’atto traduttivo fatalmente comporta, tra gli estremi della scelta del criterio rimico-metrico di Valeri e quello letterale-semantico di Parronchi: particolare attenzione poi è stata rivolta alle declinazioni, i prestiti e i prelievi che la mitopoiesi nervaliana ha intrattenuto con le opere in versi dei traduttori; c) le versioni di Le crépuscule du matin di Baudelaire messe a punto da Parronchi e Fortini, che permettono di verificare come diversissime concezioni del rapporto tra il nuovo testo e i codici formali della tradizione approdino a una stessa contestazione della società contemporanea; d) le versioni di Ta chevelure d’oranges di Éluard prima di Bigongiari e Fortini, portavoci l’una di una via ermetica all’esperienza del tradurre, basata sul tema dell’assolutezza della memoria, e l’altra di senso opposto in quanto fondata sul principio dell’antagonismo soggiacente tra immaginazione e realtà, e poi le traduzioni dallo stesso testo di Traverso e Zanzotto, sulle quali accertare due modalità diverse di ricorso al lessico petrarchesco; e) le versioni di Bigongiari e Sereni di Septentrion di Char, dove è possibile testare l’influenza sulle strategie del tradurre della prossimità o distanza della propria poetica da quella dell’autore tradotto; f) le cinque traduzioni di La vie antérieure ancora di Baudelaire allestite da Luzi, Parronchi, Pagano e Raboni (due stesure), attraverso le quali mettere a referto l’irreversibile indebolimento tra gli anni Quaranta e Novanta delle istituzioni formali del codice d’arrivo in favore di sempre più complesse tattiche di remunerazione distribuite lungo i vari livelli del testo; g) le versioni di La cordillera de los Andes di Henri Michaux operate da Luzi e Erba in anni quasi concomitanti, in cui confluiscono due diverse poetiche relative alla determinazione metageografica e psicologica del “qui” e dell‘ “altrove”, da inscriversi (soprattutto per Luzi) nel quadro della consumata dissoluzione della koinè ermetica; h) le versioni di Erba e Caproni di Les canaux de Milan di Frénaud, volte a stabilire la distanza tra una concezione dell’atto traduttivo come ricerca del compromesso ideale tra le aspettative del piano semantico e quello fonico dell’ipotesto e, al contrario, la rivendicazione da parte del poeta del diritto al rifacimento; i) la comparazione tra le versioni, ancora di Frénaud, di J’ai bâti l’idéale maison e Espagne di Risi e Caproni, sulle quali sperimentare come il diverso trattamento delle partiture iterative del testo di partenza implichi decisive conseguenze sul piano semantico.
Queste campionature esemplari sono poi corredate e inquadrate da un lato dagli Appunti per una storia della traduzione dall’ermetismo in poi, una rassegna delle principali traduzioni di questi poeti – in rivista e in volume – all’interno di un bilancio generale della storia del tradurre poesia a partire dagli anni Quaranta; dall’altra da una indicizzazione dei principali volumi di interesse traduttivo di questi autori, tra antologie personali dei traduttori, antologie miscellanee di poesia straniera e antologie di traduzioni “monografiche”, dedicate ai singoli autori francesi

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Tipo di EPrint:Tesi di dottorato
Relatore:Ramat, Silvio
Dottorato (corsi e scuole):Ciclo 24 > Scuole 24 > SCIENZE LINGUISTICHE, FILOLOGICHE E LETTERARIE > ITALIANISTICA
Data di deposito della tesi:27 Gennaio 2012
Anno di Pubblicazione:27 Gennaio 2012
Parole chiave (italiano / inglese):traduzione/translation poesia/poetry ermetismo/hermetism
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea
Struttura di riferimento:Dipartimenti > pre 2012 - Dipartimento di Italianistica
Codice ID:4656
Depositato il:29 Ott 2012 10:46
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