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Pozzan, Annamaria (2012) Confini, comunità e conflitti nel Cadore del XVI secolo. [Tesi di dottorato]

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Abstract (inglese)

The thesis is divided into 3 parts. In the first it is delined the historiographical debate on subject of boundaries and frontiers.
The boundary - as line that divides, separates, but also allows different relationships, contamination, exchanges between different realities- allows, in a historical perspective, a lot of different lines of research: religious, political, economic, social boundaries. The focus is on political boundary and on the processes of building of them in the sixteenth and seventeenth centuries, and on the problem of the connection between jurisdiction and possession (individual and common). The it is
illustrated the theme of the construction of boundaries in the veneta area between the Republic of Venice and the Habsburg Empire, with reference to some of the most studied cases. The second part analyzes the process of defining the borderline in the eastern territories of the Republic (Cadore and Ampezzo)
during the sixteenth century. It is important to examine this process in a long-term perspective with reference to the final outcomes, that is eighteenth-century treaties, which mark the stabilization and formalization of the boundary line until the Great War.
The third part analyzes frontier’s area, Cadore, in the sixteenth century: institutional and administrative structure, and the relationships between different communities, their representative bodies and the central state. This area Cadore enjoyed a large degree of autonomy and a status of 'separateness' which was based on the keeping of a specific institutional-administrative structure, based on the regole, on
the comuni and the Consiglio generale della Comunità of
Cadore, which is the representative body of regole. Autonomy that was achieved through the provision of a range of privileges by the Venetian state: fiscal privileges and prerogatives of all first specific recognition of possession of forests and grasslands, defined common goods (that is goods by the Community of Cadore and not public property as was the case
in most lowland areas). In the second half of the sixteenth century in these area there were deep changes in social, economic, administrative structure.
The increasing demand for wood by Venice and other towns of the mainland, has offered great economic opportunities and working for these populations, involving them in large trades and business. But it has also produced new and different balances between communities and between them and the Dominant.

Abstract (italiano)

La tesi si articola in 3 parti. Nella prima si dà conto del dibattito storiografico riguardante il tema dei confini e delle frontiere. Il confine - inteso come linea che divide, separa, differenzia ma anche che consente rapporti, contaminazioni, scambi tra realtà diverse - si presta, in una prospettiva storica, ad una pluralità di percorsi di ricerca: confini religiosi, politici, economici, sociali.
Il focus è stato posto sul tema dei confini politici e su quello dei processi di costruzione degli stessi nei secoli XVI e XVII, nonché sulle questioni connesse all’esercizio della giurisdizione e del possesso (individuale e collettivo). Si passa poi ad illustrare il tema della costruzione dei confini in area veneta, tra
la Repubblica di Venezia e l’Impero Asburgico, con
riferimento ad alcuni casi maggiormente studiati.
Nella seconda parte è analizzato il processo di definizione della linea confinaria nei territori orientali della Repubblica (Cadore e Ampezzo) nel corso del XVI secolo. E’ parso opportuno esaminare questo processo in una prospettiva di lunga durata facendo anche riferimento agli esiti finali, ossia ai trattati
settecenteschi che segnano la stabilizzazione e formalizzazione della linea di confine fino alla Grande Guerra.
La terza parte è dedicata all’analisi dei territori di confine (il Cadore), nel corso del XVI secolo dal punto di vista della struttura istituzionale, amministrativa e dei rapporti tra le diverse comunità, i loro organismi rappresentativi e lo stato centrale.
L’area in esame, il Cadore, godeva di ampi margini di
autonomia e di uno status di ‘separatezza’ che si fondava sul mantenimento di una struttura amministrativa-istituzionale specifica, basata sulle regole, sui comuni e sul Consiglio della
Comunità di Cadore, ossia l’organismo di rappresentanza delle regole. Un’autonomia che si realizzava attraverso la
concessione di una serie di privilegi da parte dallo Stato
veneziano: privilegi fiscali e prerogative, prime fra tutte il
riconoscimento della proprietà di boschi e pascoli, definiti beni comuni (ossia beni della Comunità di Cadore e non beni demaniali come avveniva in gran parte delle aree di pianura). Nella seconda metà del Cinquecento in queste società alpine erano in atto profondi mutamenti dell’assetto sociale, economico, amministrativo. La crescente domanda di legname da parte di Venezia e dagli altri centri urbani della terraferma,
ha offerto a queste popolazioni grandi opportunità economiche e lavorative, coinvolgendole entro traffici commerciali di ampie dimensioni. Ma ha anche prodotto nuovi e diversi equilibri tra comunità, tra queste e la Dominante.

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Tipo di EPrint:Tesi di dottorato
Relatore:Panciera, Walter
Dottorato (corsi e scuole):Ciclo 23 > Scuole per il 23simo ciclo > SCIENZE STORICHE > STORIA
Data di deposito della tesi:30 Gennaio 2012
Anno di Pubblicazione:30 Gennaio 2012
Parole chiave (italiano / inglese):Cadore Confini Comunità
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-STO/02 Storia moderna
Struttura di riferimento:Dipartimenti > pre 2012 - Dipartimento di Storia
Codice ID:4794
Depositato il:17 Dic 2012 10:50
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