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Mazzoni Nicoletti, Marco (2011) La tutela dei diritti umani tra Italia ed Europa. Il fenomeno della multilevel protection. [Tesi di dottorato]

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Abstract (inglese)

With this doctoral thesis entitled “The protection of human rights in Italy and Europe. The phenomenon of multilevel protection”, it intends to carry out an examination of the “multilevel” system of protection of human rights in the European context. This field of research, known under the term of “judicial area”, contains the single national law, the European Union, and the system created by the
European Convention of Human Rights and Fundamental Freedoms (ECHR).
In particular, the work is structured in three chapters, of which, the first, dedicated to a reflection on the history and general theory of human rights, is the necessary starting point from which to take as a basis for a discussion of fundamental rights and the tools provided for their protection.
The second chapter analyzes analytically those acting in the “European legal space” of protection of fundamental rights and, therefore, constitute the main characters. This analysis moves from an examination of the forms and tools provided to protect human rights by the Italian Constitution, in particular the investigation focuses on Article 2 of the Constitution and the arguments aimed at providing an answer to the question - which is renewed through the multilevel protection - whether this provision constitutes a formula summary of individual rights enumerated by the Constitution, which would thus form a closed set, or if it permits, through interpretations of the extensive type, the opening of the catalog to other rights not enumerated.
Then the analysis moves to the order created by the Convention, built as a system of protection of rights against the States as a result of the tragic experiences of the thirties and forties, has assumed the role from the beginning of a true “bulwark “the protection of human rights.
The close examination of the Community Law and the European Court of Justice ends the second chapter. Infact, since the famous cases of Stauder in 1969 and of Internationale Handellsgesellschaft in 1970, the European Court of Justice, has expressly declared its jurisdiction over fundamental rights even assuming, thus, the additional role of guarantor of fundamental rights in the silence of the Community Treaties, at least until the approval of the Charter.
Finally, the third chapter deals with the evolution of relations between the laws “protagonists” of mutilevel protection in light of the Lisbon Treaty, which entered into force on 1 December 2009, has introduced two key reforms in the field of fundamental rights : the awarding of a full legislative effect to the Charter of fundamental Rights, under the call made to her in the new Art. 6, par. 1 TUE, and
the Union for accession to the European Convention for the Protection of Human Rights and Fundamental Freedoms.
At the conclusion of the research conducted in the present study is seen as the next EU accession to the ECHR represents both a fallacy and a goal depending on your point of view from which to observe: national or supranational. Membership as an aporia, recording on the old problem of the status and effectiveness of the ECHR with respect to the system of sources of law, could lead to the possibility of the direct applicability of the Convention, with the consequent recognition on the part of ordinary judges a diffuse power to disapply the national standard in conflict with the provisions of agreements. In this sense, art. 6, co. 2 of the TEU (although membership is a process still in progress), has already begun to produce its first effects “destabillizzanti” on the Italian case law (C.d.S. n. 1220 del
2010 e T.A.R. Lazio n. 11984 del 2010) that showed renewed tendencies to carry out the non-application of internal rules contrary to the ECHR, contrary to what had been the precise indications set out by the Constitutional Court in the famous judgments nos. 348 and 349, 2007.
A rather different conclusions was reached by analyzing the consequences that could result in the planned accession to the relationship between the ECHR and the EU.
The European Union accession to Council of Europe’s system constitutes an ideal tool, the “missing link” to achieve an important and complex goal: to raise the standard of protection of human rights in the “European constitutional space”

Abstract (italiano)

Con la presente tesi di dottorato dal titolo “La tutela dei diritti umani tra Italia ed Europa. Il fenomeno della multilevel protection”, si intende svolgere una disamina del sistema “multilivello” di tutela dei diritti umani nel contesto europeo. Tale ambito di indagine, noto sotto la locuzione di “spazio giuridico europeo”, racchiude i singoli ordinamenti nazionali, l’Unione europea, nonché il sistema creato con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU).
In particolare, il lavoro si struttura in tre capitoli, dei quali, il primo, dedicato ad una riflessione sulla storia e sulla teoria generale dei diritti dell’uomo, costituisce il necessario punto di partenza dal quale prendere le mosse per un approfondimento sui diritti fondamentali e gli strumenti preposti alla loro tutela.
Il secondo capitolo intende analizzare analiticamente i soggetti che agiscono nello “spazio giuridico europeo” di tutela dei diritti fondamentali e ne costituiscono, pertanto, i protagonisti. Tale analisi muove dall’esame delle forme e degli strumenti preposti a tutela dei diritti umani dalla Costituzione italiana; in specie l’indagine si concentra sull’art. 2 Cost. e sulle argomentazioni tese ad offrire una risposta al quesito – che attraverso la multilevel protection si rinnova – se tale disposizione configuri una formula riassuntiva dei diritti singolarmente enumerati dal testo costituzionale, i quali costituirebbero pertanto una serie chiusa, ovvero se esso consenta, attraverso interpretazioni di tipo estensivo, l’apertura del catalogo ad altri diritti non enumerati.
Successivamente l’analisi si sposta verso l’ordinamento nato dalla Convenzione che, sorta quale sistema di protezione dei diritti nei confronti degli Stati a seguito delle tragiche esperienze degli anni Trenta e Quaranta, ha sin da principio assunto il ruolo di vero e proprio “baluardo” della tutela dei diritti umani. Chiude il secondo capitolo l’approfondimento dell’ordinamento comunitario e della giurisprudenza della Corte di Giustizia. Quest’ultima, infatti, sin dai celebri casi Stauder del 1969 e Internationale Handellsgeselschaft del 1970, ha espressamente dichiarato la propria competenza a giudicare anche in materia di diritti fondamentali assumendo, in tal modo, l’ulteriore ruolo di garante del rispetto dei diritti fondamentali nel silenzio dei trattati comunitari, almeno sino all’approvazione della Carta di Nizza.
Da ultimo, il terzo capitolo, affronta l’evoluzione dei rapporti fra gli ordinamenti “protagonisti” della mutilevel protection anche alla luce del Trattato di Lisbona che, entrato in vigore il 1° dicembre 2009, ha introdotto due riforme essenziali in tema di diritti fondamentali: l’attribuzione di una piena efficacia normativa alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in virtù del richiamo ad essa fatto nel nuovo art. 6, par. 1 TUE, nonché la previsione dell’adesione dell’Unione alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.
A conclusione dell’attività di ricerca condotta nel presente elaborato si osserva come la prossima adesione dell’Ue alla CEDU rappresenti insieme una aporia ed un traguardo a seconda del punto di vista dal quale la si osservi: nazionale ovvero sovranazionale.
Una aporia in quanto l’adesione, incidendo sull’annoso problema del rango e dell’efficacia della CEDU rispetto al sistema delle fonti del diritto interno, potrebbe comportare la possibilità dell’applicabilità diretta della Convenzione, con il conseguente riconoscimento in capo ai giudici comuni di un potere diffuso di disapplicazione della norma nazionale in contrasto con le disposizioni convenzionali.
In tal senso l’art. 6, co. 2, del TUE (nonostante l’adesione sia un processo ancora in fieri), ha già cominciato a produrre i primi effetti “destabillizzanti” sulla giurisprudenza italiana (cfr. C.d.S. n. 1220 del 2010 e T.A.R. Lazio n. 11984 del 2010) che ha evidenziato rinnovate tendenze a procedere alla disapplicazione delle norme interne contrarie alla CEDU, contravvenendo a quelle che erano state le precise indicazioni enunciate dalla Corte costituzionale nelle celebri sentenze nn. 348 e 349 del 2007.
A tutt’altre conclusioni si è giunti invece analizzando le conseguenze che potrebbero derivare della prevista adesione ai rapporti fra CEDU e UE. L’accessione dell’Unione europea al sistema del Consiglio d’Europa costituisce infatti lo strumento ideale, l’”anello mancante”, per conseguire un importante e complesso obiettivo: elevare lo standard di tutela dei diritti dell’uomo nello “spazio costituzionale europeo”

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Tipo di EPrint:Tesi di dottorato
Relatore:Antonini, Luca
Dottorato (corsi e scuole):Ciclo 24 > Scuole 24 > GIURISPRUDENZA
Data di deposito della tesi:01 Febbraio 2012
Anno di Pubblicazione:30 Gennaio 2011
Parole chiave (italiano / inglese):Tutela multilivello dei diritti umani
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 12 - Scienze giuridiche > IUS/08 Diritto costituzionale
Struttura di riferimento:Dipartimenti > pre 2012 - Dipartimento di Storia e Filosofia del Diritto e Diritto Canonico
Codice ID:5028
Depositato il:30 Ott 2012 15:49
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