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Montagnari Kokelj, M. and Boscarol, C. and Peretti, G. (2012) Sulle tracce dei pastori-allevatori pre-protostorici nel Carso (e altrove): esempi di uso integrato di indicatori diversi. [Book chapters] In: LA LANA NELLA CISALPINA ROMANA. Economia e Società. Studi in onore di Stefania Pesavento Mattioli. Atti del Convegno (Padova-Verona, 18-20 maggio 2011). Antenor Quaderni (27). Padova University Press, Padova, pp. 29-42. ISBN 978-8897385-30-1

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Abstract (english)

The Classical Karst is a plateau of low rounded hills and low mountains ranging from 100-200 m to 800-900 m above sea level, that covers the eastern most part of northern Italy and the southwestern part of Slovenia.
The outcropping rocks are chiefly limestones, crossed by two flysch (marl and sandstone) belts, a dozen kilometres wide. The area is not suitable for agriculture, and since historical times pastoralism / herding of sheep and goats has been one of the main economic activities.
Its importance also in prehistoric times – hinted at already at the end of the 19th century by Marchesetti – was confirmed in the late 1990s, when sedimentological and soil micro-morphological analyses of some cave deposits indicated that these sites, at least in the investigated areas, had been used by prehistoric shepherds for stabling their flocks. The re-examination of the archaeological materials found in the same caves suggested that the pastoral use presumably started in the Neolithic and continued till the Bronze or Iron Age.
In the course of millennia the agents and the ways of using the caves would have clearly changed: on the grounds of the available data, and still referring to the models proposed by Brochier c. 20 years ago, at present the hypothesis that most of the Karst caves were basically used as “grottes-bergeries” – i.e. as stables almost without a contemporaneous human presence –, rather than “habitats-bergeries”, is likely, though not beyond doubt.
Our interpretation combines direct and indirect indicators from different scientific fields: besides sedimentology, soil micromorphology and archaeology, at the basis of the renewed interest in pastoralism, archaeometry, geomorphology, archaeozoology, ethnohistory and ethnography.
To test the potentiality of the use of data derived in particular from the last two fields, we have recently extended our research to other geographical areas, close to the Karst, immediately to the north, in the northeastern part of the region Friuli Venezia Giulia, and far away, in Sardinia.

Abstract (italian)

Il Carso Classico è un altopiano di basse montagne di altezza variabile fra 100-200 e 800-900 m s.l.m., che occupa la parte più orientale dell’Italia settentrionale e la parte sud-occidentale della Slovenia. É costituito prevalentemente da calcari, attraversati da due fasce di flysch (arenarie e marne) della larghezza di una dozzina di km. L’area è inadatta all’agricoltura, e da tempi storici le diverse forme di pastorizia / allevamento di capre e pecore hanno rappresentato una delle principali attività economiche. L’importanza di queste attività anche in epoca preistorica – suggerita già alla fine del XIX secolo da Marchesetti – fu confermata nella seconda metà degli anni 1990, quando analisi sedimentologiche e micromorfologiche dei suoli di alcuni depositi in grotta indicarono che questi siti, almeno nei settori campionati, erano stati usati da pastori per stabulare le loro greggi. La revisione dei manufatti trovati nelle stesse cavità inquadrò gli episodi di stabulazione grossomodo fra Neolitico e età del Bronzo o del Ferro.
Nel corso dei millenni gli uomini e i modi di usare le grotte logicamente cambiarono: in base ai dati attualmente disponibili, e facendo tuttora riferimento ai modelli interpretativi proposti da Brochier vent’anni fa, l’ipotesi che molte cavità del Carso siano state usate come “grottes-bergeries” – cioè pressoché solo come ricovero per gli animali e non anche, contemporaneamente, per gli uomini – piuttosto che come “habitats-bergeries” è plausibile, anche se non certa.
La nostra interpretazione si basa su indicatori diretti e indiretti desunti da ambiti disciplinari diversi: oltre a sedimentologia, micromorfologia dei suoli e archeologia, dai quali ha avuto origine la ripresa di interesse per il tema della pastorizia, archeometria, geomorfologia, archeozoologia, etnostoria ed etnografia. Per testare la potenzialità dell’uso di dati derivanti soprattutto dagli ultimi due ambiti citati, recentemente abbiamo esteso gli studi ad altre aree geografiche, vicine, immediatamente a nord del Carso triestino, nella fascia nord-orientale della regione Friuli Venezia Giulia, e lontane, in Sardegna.

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EPrint type:Book chapters
Anno di Pubblicazione:October 2012
Key Words:Montagnari Kokelj, Boscarol, Peretti, Lana, Cisalpina romana, Carso, pastori allevatori, bergeries
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/01 Preistoria e protostoria
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Beni Culturali: archeologia, storia dell'arte, del cinema e della musica
Codice ID:5990
Depositato il:27 Feb 2013 13:16
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