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Migliavacca , M. (2012) Paesaggi pastorali nella montagna veneta: archeologia ed etnoarcheologia. In: LA LANA NELLA CISALPINA ROMANA. Economia e Società. Studi in onore di Stefania Pesavento Mattioli. Atti del Convegno (Padova-Verona, 18-20 maggio 2011). Antenor Quaderni (27). Padova University Press, Padova, pp. 69-79. ISBN 978-8897385-30-1

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Abstract (inglese)

The Italian Prealps are a natural passage between the alpine world and the Po plain. The highlands have always been easily reached from the Po plain, especially in the east, thanks to the gentle mountain ridges and the deep north-south valleys.
The eastern Italian Prealps have therefore been exploited from historical times to the present day for many purposes that are typical of a mountain zone: in the area between lake Garda and Brenta river, which is the focus of this paper, charcoal was made from wood, which was also used as building material; a poor agriculture was developed; mining activities were performed; stone quarry workers and stone dressers left remains of open quarries; during 18th and 19th centuries, the production of ice became important. The most important activity in the uplands was stock-raising from the 10th century shepherds have been using the high pastures, crossing the almost impassable woodland belt; during the 18th and 19th centuries, cattle husbandry prevailed over sheep rearing.
Ethnoarchaeological and archaeological projects have been carried out in the study area in order to detect and document the traces of human activities, especially shepherds and sheep farming. To date, it has been possible to locate hundreds of sheep folds, shepherds’ shelters and breeders’ houses in the uplands; to interview the last shepherds in the lowlands, which turn out to be complementary to the use of uplands for animal breeding; to discover that the most ancient traces of organized human exploitation in the uplands go back to the Bronze Age, while during the Iron Age a change in upland economy is evident, possibly connected with the organization of larger territorial communities and their boundaries; in Roman times the exploitation of uplands seem to be connected with a network of sanctuaries, inherited from the Iron age.

Abstract (italiano)

Le Prealpi venete sono un’area di passaggio naturale tra il mondo alpino e la pianura padana. I pascoli in quota sono sempre stati facilmente raggiungibili dalla pianura, specialmente nella zona più occidentale, dove il rilievo è piuttosto dolce e solcato da profonde vallate con andamento meridiano.
Le Prealpi venete occidentali sono state perciò sfruttate per tutta l’età storica nota fino ad oggi per molte attività che sono tipiche di un’area montana: nella zona compresa tra lago di Garda e fiume Brenta si segnalano l’attività dei carbonai che ricavavano il carbone da legna; lo sfruttamento del legname anche come materiale da costruzione; lo sviluppo di una povera agricoltura, o meglio orticoltura; lo sfruttamento delle risorse minerarie, in particolare nel bacino di Recoaro-Schio; l’attività degli scalpellini e dei cavatori di pietra; nei secoli XVIII e XIX, anche la produzione di ghiaccio per i bisogni delle città divenne significativa.
Tra le più rilevanti attività di sfruttamento delle alte quote occorre sicuramente collocare la pastorizia, attestata sugli alti pascoli, prima che alle medie quote, fin dai secoli dell’alto Medioevo; su di essa prese il sopravvento, tra XVIII e XIX secolo, l’allevamento bovino.
Ricerche etnoarcheologiche ed archeologiche sono state condotte e sono ancora in corso nell’area in oggetto allo scopo di individuare e documentare le tracce lasciate dalle attività umane, particolarmente dalla pastorizia esercitata in diverse forme. Ad oggi, è stato possibile individuare alcune centinaia di strutture dedicate all’allevamento ovino (recinti da ovile, ripari pastorali, case dei pastori) sui pascoli di alta quota; intervistare gli ultimi pastori presenti in bassa pianura, area fondamentale in quanto complementare allo sfruttamento dei pascoli d’alta quota in diverse forme di economia pastorale.
Focalizzando l’attenzione sull’area prealpina veneta occidentale, tracce di sfruttamento organizzato della zona degli alti pascoli sono evidenti già nell’età del Bronzo, mentre un cambiamento nell’economia montana è postulabile per l’età del Ferro, probabilmente in connessione con l’organizzazione di nuove entità territoriali e dei loro confini, che non potevano essere ignorati dagli spostamenti pastorali. In età romana lo sfruttamento degli altipiani sembra connesso all’esistenza di una rete di santuari, ereditati dall’età del Ferro.

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Tipo di EPrint:Contributo in Libro
Anno di Pubblicazione:Ottobre 2012
Parole chiave (italiano / inglese):Migliavacca, Lana, Cisalpina romana, Prealpi, Veneto, pastorizia, etnoarcheologia
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/01 Preistoria e protostoria
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Beni Culturali: archeologia, storia dell'arte, del cinema e della musica
Codice ID:5992
Depositato il:27 Feb 2013 13:14
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