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Gamba, M. (2012) Il Monte Summano. Un santuario sulle vie della transumanza. In: LA LANA NELLA CISALPINA ROMANA. Economia e Società. Studi in onore di Stefania Pesavento Mattioli. Atti del Convegno (Padova-Verona, 18-20 maggio 2011). Antenor Quaderni (27). Padova University Press, Padova, pp. 81-95. ISBN 978-8897385-30-1

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Abstract (inglese)

In 2007, after the accidental discovery of a silver statuette of Roman age representing Mars, the Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto started an excavation campaign on the Summano Mountain, aimed at understanding the human settlement strategies that were pursued on the area from ancient times up to the militar buildings dating to World War I.
The archaeological site is located on the mountain highest relief (1299 m above sea-level), in a strategical position that dominates the Astico valley and overlooks the present day town of Santorso, situated along the piedmont belt that joins the alluvial plain around Vicenza to the Alpine foothills. This area represented the easternmost part of the Schio-Recoaro metallurgy district, linked to the Raetic domain and its resources, and object of mining activities since protohistoric times. The outstanding importance of this impressing, double peak mountain is related to its isolated position that makes it a visual reference point for the whole plain, and its proximity to several traffic and transhumance routes that led to the Asiago highlands and, through the Astico Valley, up to the Alpine region.
During the Iron Age (VI-II cent. BC) Santorso was already part of the piedmont belt settlement net that linked the economy of the mountainous areas, based on agro-pastoral and mining activities, to the one of the well organized centers located on the plain, like Vicenza and Padua. The wool manufacture and the transformation of the raw mineral resources are the topic interaction elements between this two regions. From the 2nd century on, this economic and relationship system further enhanced, thanks to the Roman penetration in the area, which prompted the building of large consular roads and the centuriation of the land.
In the light of these considerations, it’s reasonable to suppose the Summano mountain site to have had since the most ancient times some sacral value, as the archaeological findings seem to suggest. Moreover, local folktales about pagan cults and devotions might recall this ancient sacral connotation of the mountain. Among the findings, of upstanding importance is a second miniaturistic silver statuette, representing a female god sitting on a throne with branch, patera and snakes, and considered to be the Terra mater/salus. The typology of the structures that have been uncovered, along with the findings and the cult activities recognized on the site, let us hypotesize that this place of worship was connected to the transhumance routes which linked the northern Vicenza region to the neighbouring plain and to the ancient centre of the town, where the wool manufacture was, expecially during Roman times, of particular importance.

Abstract (italiano)

Nel 2007 a seguito del fortuito ritrovamento di una statuetta in argento di età romana raffigurante Marte in riposo, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto ha avviato dei saggi di scavo per conoscere l’articolazione degli aspetti insediativi sul Monte Summano dall’antichità fino ai cospicui interventi di uno stanziamento militare nel corso della Grande Guerra.
Il sito, strategicamente localizzato sul rilievo più elevato del monte (1299 m s.l.m.), domina l’abitato di Santorso, lungo la fascia pedemontana che raccorda la pianura alluvionale vicentina e l’area prealpina. Avamposto di controllo della valle dell’Astico, costituisce il termine orientale del distretto metallifero di Schio-Recoaro, interessato, fin dalla protostoria, dall’attività mineraria e in significativo collegamento con l’areale retico e le sue risorse. L’importanza del rilievo, dalla forma imponente e dalla tipica doppia vetta, è data dalla sua posizione isolata, vero riferimento visivo per tutta la pianura, allo snodo di importanti vie di transito e di transumanza dirette all’Altopiano di Asiago, alla Valle dell’Astico e di qui al mondo alpino. Già durante l’età del ferro (VI-II sec. a.C) il centro di Santorso è parte integrante del sistema di siti pedemontani che mettevano in rapporto l’economia dell’entroterra montano, dai ricchi affioramenti metalliferi e dalle notevoli risorse agro-pastorali, con l’economia dei centri organizzati di pianura come Vicenza e Padova. La lavorazione della lana e la trasformazione delle risorse minerarie rappresentavano gli elementi fondamentali che determinavano e condizionavano l’interazione tra i due diversi ambiti. Questo sistema sembra poi aver goduto a partire dal II sec. a.C. di una forte accelerazione economica grazie alla penetrazione romana attiva nella costruzione delle grandi strade consolari e nella definizione degli assetti agrari centuriati. Alla luce di queste considerazioni il sito del Summano potrebbe a ragione aver acquisito quella valenza che i reperti archeologici rinvenuti sembrano indiziare come sacrale sin dalle epoche più antiche, a conferma della tradizione umanistica e delle storie popolari che riportano la memoria di antiche dediche e di culti pagani. Tra i reperti riportati alla luce è di straordinaria importanza una seconda statuetta miniaturistica d’argento, raffigurante una divinità femminile in trono con suppedaneo, completa di tutti gli attributi correlati: ramo, patera e serpenti identificata come Terra mater/Salus. La tipologia delle strutture, delle attività cultuali e dei materiali rinvenuti, consente di riferire il luogo di culto ad una frequentazione connessa ai percorsi di transumanza che collegavano l’areale alto vicentino con la prospiciente pianura e l’antico centro di Vicenza, dove l’attività della lavorazione della lana diventa particolarmente importante in età romana.

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Tipo di EPrint:Contributo in Libro
Anno di Pubblicazione:Ottobre 2012
Parole chiave (italiano / inglese):Gamba, Lana, Cisalpina romana, Summano, transumanza, santuario
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/01 Preistoria e protostoria
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Beni Culturali: archeologia, storia dell'arte, del cinema e della musica
Codice ID:5993
Depositato il:27 Feb 2013 12:41
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