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Bonetto, J. (2012) Agricoltura e allevamento ovino: orizzonti mediterranei e territori cisalpini. In: LA LANA NELLA CISALPINA ROMANA. Economia e Società. Studi in onore di Stefania Pesavento Mattioli. Atti del Convegno (Padova-Verona, 18-20 maggio 2011). Antenor Quaderni (27). Padova University Press, Padova, pp. 107-126. ISBN 978-8897385-30-1

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Abstract (inglese)

Despite the acknowledged and celebrated width of documentary sources (literary and epigraphic) relating to the commercial and economic importance of the production and processing of wool in the ancient Venetia, the historiographical panorama started to give some attention to the initial phase of this multi steps process, constituted by farming and sheep grazing, only during the last two decades.
This recent efforts to tackle the problematic had to cope with the usual reticence of the ancient authors about farming practices in that geographic area and with the lack of archaeological evidence concerning pastoralism. For this reason, scholars often gave prime attention to farming practices typical of Mediterranean regions like central-southern Italy or Spain, and as a result they tended to analyse the farming in northern Italy according to patterns typical of those regions.
Consequently there was a tendency to isolate the most characteristic practice of moving livestock, known as transhumance, as only theme of discussion and sole farming practice existing in north Italy.
With these preliminary remarks, the contribution aims to re-evaluate the theme of the sheep farming in the regions of the Po Valley on the basis of two unavoidable considerations of methodology. First of all, we want to free the thematic of farming from the forced isolation to which to some extent the scholars relegated it, separating this topic from the economic and productive context of the municipal territories, in order to contextualise it properly into the systemic production and economic dynamics of these ancient lands, in which it was likely to have a dialogic relationship with the practices of agricultural use of soil.
Secondly, we want to underline the geographical, climatic and vegetational peculiarity of the Veneto region, which makes it completely different from any other Mediterranean context, and that as such it has to be treated when studying the farming practices, through analysis not related to interpretive models generated in areas affected by different bioclimatic regimes.
In conclusion, we will try to suggest a reconstructive scenery of the sheep farming practices in the Po Valley and of the ways they related to the agricultural system, according to the environmental and spatial features typical of the examined region.

Abstract (italiano)

A fronte di una riconosciuta e celebrata ampiezza dello scenario documentario (letterario ed epigrafico) riferito all’importanza commerciale ed economica della produzione e della trasformazione della lana nella Venetia antica, il panorama storiografico si è rivolto solo negli ultimi due decenni a considerare con una certa attenzione il segmento iniziale di questa filiera produttiva, rappresentato dall’allevamento e dalla gestione del bestiame ovino da cui veniva derivata la materia prima per le successive elaborazioni.
Questi recenti tentativi di affrontare la problematica si sono confrontati (e scontrati) con una reiterata reticenza degli autori antichi in merito alle pratiche allevatorie nello specifico comparto geografico e con una fisiologica carenza di indicatori archeologici pertinenti alle pratiche pastorali. Pertanto si è di frequente fatto riferimento, quale modello di lettura, alle forme di organizzazione dell’allevamento proprie di regioni mediterranee quali l’Italia centro-meridionale o la Spagna, con derivate tendenze, a volte molto marcate, a rileggere l’allevamento nord-italico secondo schemi propri di queste regioni assai diverse. Ne è derivata, di frequente, una tendenza a isolare la forma più caratteristica di mobilità delle greggi, nota come transumanza, come unico tema di discussione e unica forma di conduzione degli animali nelle aree nord-italiche.
Da queste premesse il contributo mira a ridiscutere il tema dell’allevamento ovino nelle regioni padane sulla base di due considerazioni di metodo che si reputano imprescindibili. In primo luogo si punta a liberare il tema dell’allevamento da un isolamento forzato cui gli studiosi lo avevamo per certi versi relegato, staccandolo dal quadro economico e produttivo dei territori municipali, per contestualizzarlo appropriatamente nelle sistemiche dinamiche economico-produttivo delle pianure antiche entro cui doveva entrare in cruciale, dialogica relazione con le forme dell’uso agrario dei suoli. In secondo luogo si mira a sottolineare la specificità geografica, climatica e vegetazionale dell’area veneta, che la rende affatto diversa da qualsiasi altro contesto mediterraneo e tale quindi da essere trattata, in relazione alle dinamiche allevatorie, attraverso analisi autoreferenziali, libere da modelli interpretativi generati in aree connotate da regimi bioclimatici non comparabili.
Così, a partire da una pur sempre utile panoramica delle variegate forme di relazione instauratesi nel mondo mediterraneo tra pratiche agricole e pratiche allevatorie, si cercherà di proporre uno scenario ricostruttivo delle forme di allevamento del bestiame ovino nella pianura padana orientale e delle sue modalità di “immersione” nel sistema agrario, alla luce delle caratteristiche ambientali e spaziali proprie della regione considerata.

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Tipo di EPrint:Contributo in Libro
Anno di Pubblicazione:Ottobre 2012
Parole chiave (italiano / inglese):Bonetto, Lana, Cisalpina romana, agricoltori, allevatori, Italia, transumante, stanziale
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/07 Archeologia classica
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Beni Culturali: archeologia, storia dell'arte, del cinema e della musica
Codice ID:5995
Depositato il:27 Feb 2013 09:41
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