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Ventura, P. - Giovannini, A. - Petrucci, G. (2012) L'allevamento ovino e la lavorazione della lana nella parte orientale della Regio X: testimonianze materiali, resti architettonici, archeozoologia. [Contributo in Libro] In: LA LANA NELLA CISALPINA ROMANA. Economia e Società. Studi in onore di Stefania Pesavento Mattioli. Atti del Convegno (Padova-Verona, 18-20 maggio 2011). Antenor Quaderni (27). Padova University Press, Padova, pp. 171-194. ISBN 978-8897385-30-1

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Abstract (inglese)

Material evidences of sheep farming and linked activities in the current area of Friuli Venezia Giulia are many and various, as highlighted in the pioneer research on this subject, published in 1987 by Monika Verzar in “Antichità Altoadriatiche”.
The involved geographical area encompasses urban contexts -especially Aquileia and Tergeste- and their territories, defined by systematic activity in residential and production villae (Friulian plain and areas around river Timavo’s mouths), and Carnia’s natural environment.
This survey is meant to take stock of the situation after more than twenty years from the former synthesis, collecting all the available data in one single document: from revising old documentation (as San Sabba fullonica’s remains in the suburb of Tergeste) to more recent findings (Coseano’s complex reconsidered in its functional definition, middle Friuli’s sites, villae in the area of Monfalcone); beside typical evidence of sheep farming and wool manufacturing (as loom weights), we also considered what is suggested by other traces, linked to activities which didn’t leave material signs – without neglecting epigraphic sources due to completeness reasons.
Among the examined sources, a leading role is to be assigned to faunal finds. Archaeozoological data, available in many of the researched sites, allowed to recover a fair amount of information also on ovine populations exploited in Roman age. By studying some of these contexts -as Raveo in Carnia, Montereale Valcellina in the province of Pordenone or even certain sectors in Aquileia- we can infer flock farming’s methods and we can assume which production activities were linked to the breeding of these species. Beside this evidence, analysis of malacofauna -especially of murex remains-, preserved in some housing structures as a villa in Monfalcone (via delle Mandrie) or in Trieste’s old town centre (Crosada’s area) offers further details to evaluate other activities linked to wool processing, as textile fabrics’ dyeing process for example.

Abstract (italiano)

Le testimonianze materiali lasciate dall’allevamento ovino e dalle attività indotte nel territorio dell’attuale regione Friuli Venezia Giulia sono articolate e numerose, come è stato messo in risalto nello studio pioniere sull’argomento, pubblicato da Monika Verzár in “Antichità Altoadriatiche” nel 1987.
L’ambito geografico considerato spazia da contesti urbani, in particolare Aquileia e Tergeste, al relativo territorio, caratterizzato da una sistematica occupazione inquadrabile nel sistema delle villae di carattere residenziale e produttivo (pianura friulana e zona gravitante sulle bocche del Timavo), agli ambienti naturali della Carnia.
Nel presente contributo ci si propone di rifare il punto della situazione a distanza di oltre vent’anni dalla precedente sintesi, riunendo in una sola sede i dati disponibili: si va quindi dalla revisione della documentazione d’epoca (come i resti della fullonica di San Sabba, nel suburbio di Tergeste) alle scoperte avvenute in anni più recenti (dal complesso di Coseano, riconsiderato nella sua definizione funzionale, ai siti del medio Friuli, alle ville del monfalconese); ci si avvarrà, accanto agli indicatori classici delle attività connesse all’allevamento ed alla produzione laniera (a partire dai pesi da telaio), anche di quanto suggerito da altre fattispecie di evidenze, che parlano di attività che non hanno lasciato segni materiali – senza trascurare, per motivi di completezza, le fonti epigrafiche. Tra le fonti esaminate, un ruolo certamente di rilievo va assegnato ai reperti faunistici. I dati archeozoologici disponibili per molti dei siti presi in esame hanno consentito, soprattutto negli recentemente, di recuperare una discreta quantità di informazioni anche sulle popolazioni ovine sfruttate in età romana. Lo studio di alcuni contesti - come Raveo in Carnia, Montereale Valcellina nel Pordenonese o determinati settori della stessa Aquileia - permette infatti di risalire alle modalità di utilizzo delle greggi e di ipotizzare, in alcuni casi, quali fossero le attività produttive collegate all’allevamento di questa specie. Accanto a tali evidenze, l’analisi della malacofauna (ed in particolare dei resti di murici) conservata in alcune strutture abitative come la villa di via delle Mandrie a Monfalcone o nell’area di Crosada nel centro storico di Trieste offre ulteriori spunti per la valutazione di altre attività connesse al trattamento della lana, come ad esempio la tintura dei tessuti.

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Tipo di EPrint:Contributo in Libro
Anno di Pubblicazione:Ottobre 2012
Parole chiave (italiano / inglese):Ventura, Giovannini, Petrucci, Lana, Cisalpina romana, Friuli Venezia Giulia, archeozoologia
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/07 Archeologia classica
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Beni Culturali: archeologia, storia dell'arte, del cinema e della musica
Codice ID:5998
Depositato il:28 Feb 2013 09:45
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