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Ortalli, J. (2012) I Campi Macri. Un mercato panitalico sulla via della lana. [Contributo in Libro] In: LA LANA NELLA CISALPINA ROMANA. Economia e Società. Studi in onore di Stefania Pesavento Mattioli. Atti del Convegno (Padova-Verona, 18-20 maggio 2011). Antenor Quaderni (27). Padova University Press, Padova, pp. 195-211. ISBN 978-8897385-30-1

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Abstract (inglese)

Many ancient sources mention the ovine market in Campi Macri as one of the most important of the Republican period throughout the Italic territory. The place can be identified near Magreta, a few kilometers south of the Via Aemilia and the Roman colony of Mutina, in a district famous for the quality of wool that was produced.
The archaeological evidence suggests that the market has arisen under the rule of the Gauls, probably at a place of worship, and that the Romans had preserved it even after the conquest of the region. In fact, they took the place of indigenous economic structure without changing it substantially and preserving the public relevance, so taking advantage of the traditional trade and transhumance routes that through the Apennines and the Po valley connected upper Tyrrhenian to Venetia.
Between II and I century BC livestock and wool trade, however, was enhanced by the sale of other crafts: first eastern pottery and then Hellenistic lamps manufactured on site. Among the Roman remains discovered in Magreta, as well as support structures and craft workshops, there is evidence of a place of worship. Connected to the fair was an important late Republican sanctuary discovered in Cittanova, near Via Aemilia, furthermore next to a factory of Hellenistic lamps.
This organization of archaic type, characterized by the participation of local people and the complete autonomy of Campi Macri with respect to the nearby colony of Mutina, fell at the beginning of the Augustan period, when the economic and settlement rearrangement of the region overruled the requirements of the old market, bringing it quickly to the complete abandonment.

Abstract (italiano)

Gli autori antichi ricordano il mercato ovino dei Campi Macri come uno dei più importanti dell’età repubblicana in tutto il territorio italico. Il posto può essere identificato a Magreta, pochi chilometri a sud della via Aemilia e della colonia di Mutina, in un distretto famoso per la qualità della lana che vi era prodotta.
Le testimonianze archeologiche suggeriscono che il mercato sia sorto sotto la dominazione dei Galli Boi, probabilmente in corrispondenza di un luogo di culto, e che i Romani lo abbiano conservato anche dopo la conquista della regione. Essi infatti si sovrapposero all’ordinamento economico indigeno senza modificarlo sostanzialmente e conservandone la pertinenza pubblica, in modo da sfruttare le tradizionali vie commerciali e della transumanza che attraverso gli Appennini e la pianura padana collegavano l’alto Tirreno al Veneto.
Tra il II e il I secolo a.C. il mercato del bestiame e della lana fu comunque potenziato con la vendita di altri prodotti artigianali: dapprima ceramiche ellenistiche orientali e quindi lucerne ellenistiche prodotte sul posto.
Tra i resti romani scoperti a Magreta, oltre a strutture di supporto del mercato e a impianti artigianali si segnalano tracce di un luogo di culto. Collegato alla fiera era anche l’importante santuario scoperto a Cittanova, vicino alla via Aemilia, pure affiancato da una fabbrica di lucerne ellenistiche.
Questa organizzazione di tipo arcaico, caratterizzata dalla partecipazione di genti indigene e dalla completa autonomia dei Campi Macri rispetto alla vicina colonia, entrò in crisi agli inizi dell’età augustea, quando la riorganizzazione economica e insediativa della regione annullò i presupposti del vecchio mercato portandolo in breve al completo abbandono.

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Tipo di EPrint:Contributo in Libro
Anno di Pubblicazione:Ottobre 2012
Parole chiave (italiano / inglese):Ortalli, Lana, Cisalpina romana, Campi Macri, mercato, Emilia Romagna, Modena
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/07 Archeologia classica
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Beni Culturali: archeologia, storia dell'arte, del cinema e della musica
Codice ID:5999
Depositato il:27 Feb 2013 13:19
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