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Volponi, Barbara (2014) Pio Enea II degli Obizzi, "corago" di tornei: Ermiona (1636), Furori di Venere (1639) e Amor pudico (1643). [Ph.D. thesis]

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Abstract (english)

The thesis aims to analyze the figure of the Marquis Pio Enea Obizzi II ( Padua, 1592-1674) in his role as the creator and organizer of chivalric festivals.
Three tournaments have been specifically examined through the comparative study of contemporary sources and of the critical bibliography found.
The three “opera-torneo” that have been chosen are: Ermiona, held in Padua in 1636 in the Sala dello Stallone in Prato della Valle; Furori di Venere, staged in Bologna in the Sala del Podestà in 1639 and Amor pudico performed in Padua in 1643, in a specially built theatre in Piazza dei Signori. A whole chapter of the thesis has been devoted to each of these events accompanied also by iconographic evidence.
The formation and career of the Marquis as an expert in tournaments has been traced through the research. The first chapter of this thesis is about his work in some of the festive events dating back to 1616 in Florence and 1617 in Finale Emilia.
The critical study and the depth of contemporary evidence allowed to draw a perfect location on the "professionalism " of Obizzi. These were mainly chronicles and correspondence but in some cases some other material has been analysed. His experience which develops from the first to the the fourth decade of the Seventeenth century shows his wide range of skills and knowledge that make him much more than a simple tournament organizer. The result is a very competent personality that coordinates many of the aspect of the spectacular plays including the artistic one and its set up.
Obizzi worked with Engr. Alfonso Rivarola, known as Chenda (Ferrara, 1591-1640 ) for the performances of 1636 and 1639. Chenda was in charge of the implementation of the stage machinery. He also designed the show set up and the spaces for the audience. Since it was very difficult to retrieve some material about Chenda, an entire section of this work has been devoted to his important figure. This has been done through a brief analysis of some of the shows he set up between 1628 and 1639.
The apparatus of the thesis contain a biographical note of Pio Enea II degli Obizzi and some reports of those mistakes handed down by historians. A documentary appendix in which we provide the transcription of many documents (both press and manuscripts) is also included.

Abstract (italian)

La tesi ha come obiettivo quello di analizzare la figura del Marchese padovano Pio Enea II degli Obizzi (1592-1674) nel suo ruolo di ideatore e organizzatore di feste cavalleresche. Nello specifico sono state, quindi, indagate tre opere-torneo attraverso lo studio comparato delle fonti coeve e della poca bibliografia critica a nostra disposizione. I tre spettacoli scelti sono: Ermiona, allestita a Padova nel 1636 nella Sala dello Stallone in Prato della Valle; Furori di Venere, messo in scena a Bologna nella Sala del Podestà nel 1639; Amor pudico rappresentato a Padova nel 1643, in un teatro appositamente costruito in Piazza dei Signori. Ad ognuno di questi eventi è stato dedicato un capitolo della tesi, corredato anche dalle testimonianze iconografiche. Si è rintracciata l’origine della formazione e della “carriera” di Obizzi come esperto di tornei in alcuni eventi festivi risalenti al 1616 a Firenze e al 1617 a Finale Emilia ai quali è stato dedicato il primo capitolo del lavoro.
Lo studio critico e approfondito delle testimonianze coeve, prevalentemente cronache e carteggi (ma non solo), ha quindi permesso di tracciare un ideale percorso sulla “professionalità” di Obizzi, che si sviluppa a partire dagli anni ’10 del Seicento e arriva fino agli anni’ 40 con un bagaglio di competenze e di esperienze che vanno ben oltre il semplice organizzatore di tornei. Ne emerge una figura assai competente che coordina molti aspetti dell’evento spettacolare, sia per quanto riguarda l’aspetto organizzativo che quello artistico.
Per gli spettacoli del 1636 e del 1639, Obizzi si è avvalso della collaborazione dell’apparatore ferrarese Alfonso Rivarola detto Chenda (1591-1640), il quale si è occupato della realizzazione delle macchine sceniche e della progettazione degli spazi per l’allestimento dello spettacolo, sia quello adibito allo spettacolo che quello adibito agli spettatori. Essendo assai scarse le notizie riguardanti Chenda, si è ritenuto opportuno dedicare a questa importante figura un capitolo di approfondimento, attraverso la breve analisi di alcuni spettacoli da lui allestiti tra il 1628 e il 1639.
Gli apparati della tesi contengono una nota biografica sulla vita di Obizzi, corredata dalle segnalazioni di alcuni errori tramandati dalla storiografia, e un’appendice documentaria, nella quale si offre la trascrizione di numerosi documenti (sia a stampa che manoscritti).

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EPrint type:Ph.D. thesis
Tutor:Grazioli, Cristina
Ph.D. course:Ciclo 26 > Scuole 26 > STORIA E CRITICA DEI BENI ARTISTICI, MUSICALI E DELLO SPETTACOLO
Data di deposito della tesi:28 January 2014
Anno di Pubblicazione:28 January 2014
Key Words:obizzi
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ART/05 Discipline dello spettacolo
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Beni Culturali: archeologia, storia dell'arte, del cinema e della musica
Codice ID:6513
Depositato il:31 Oct 2014 13:44
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