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Boffo, Marilisa (2014) Implicit measurement at the service of mental health: assessment and intervention as the two sides of the same coin. [Tesi di dottorato]

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Abstract (inglese)

Scientific research in psychology is intrinsically bound to the measurement of variables that are per nature highly complex, changeable, and most often unobservable. The design of measurement methods is mostly focused on the attempt to capture the main features of the psychological attribute of interest. The last fifteen years have seen a massive development and use of a new set of measurement instruments that go under the name of implicit measures, which accomplishes the primary goal of indexing psychological attributes interchangeably defined as automatic, uncontrollable, unconscious, impulsive, or implicit. The primary goal of the present work was to explore the implicitness feature of implicit measures and their functioning. The research covered the experimentation of several implicit measures in two different contexts within the broader domain of mental health: the automatic components of stigmatizing attitudes and behaviours towards people affected by a mental disease (Part 1) and the impulsive, automatic processes implied within people affected by a mental disease, more specifically, by an alcohol addiction disorder (Part 2).
Part 1 of this dissertation is concerned with the design of two Implicit Association Tests targeting two aspects of mental illness stigma, namely, aetiological beliefs and prejudicial attitudes. The main objectives were to verify whether these two measures could be used as assessment techniques in this particular framework and to explore the plausible existence of implicit complements of mental illness stigma.
Part 2 doubled the perspective of this research by experimenting implicit measurement techniques as means for change by adapting them to retrain the implicit processes they were initially designed to assess. The study took the form of a Randomised Clinical Trial with alcohol addict outpatients in which the combination of two training paradigms targeting maladaptive impulsive processes towards alcohol (i.e., attentional bias and approach bias) is examined.
In both studies, the measurement properties of the implicit measures developed and their meaning in relation to the theoretical to-be-measured psychological attributes have been explored within a Rasch modelling perspective, through the application of the Many-Facet Rasch Measurement (MFRM) model.
In Part 1, the MFRM model allowed disentangling the different ‘ingredients’ contributing to the emergence of the IATs effect and highlighting how implicit aetiological beliefs and evaluative associations with mental illness are multifaceted aspects. Semantic and evaluative implicit associations with mental illness resulted to be dependent on diagnostic categories and differently determined by biologic semantic associations and by a positive association primacy, respectively. Further, the MFRM evidenced the functioning of the IAT at the microscopic level.
In Part 2, analysis of data of a group of participants at pre- and post-intervention assessment sessions evidenced the first promising results of the RCT: although participants did not show a substantial change in their alcohol attentional and approach bias measures, the MFRM showed a changing process in action. Experimental conditions showed to have a differential effect in bringing in a decrease and/or a reversal of the two cognitive biases. The MFRM contributed to the exploration of the dimensional and theoretical status of the two cognitive bias implicit measures and provided informative clues about their general and domain- specific features. Further, the MFRM retrieved first evidence about a differential effect of the stimuli used in improving control processes over the impulsive reactions towards alcohol.
The intertwined elements of this work, namely, implicit measurement, mental health, and Rasch modelling, have been combined in the attempt not only to clarify the benefits of implicit methods in psychology, but also to unravel what it actually means to use implicit measures. The combination with a rigorous modelling approach indeed demonstrated both the limitations and the strength of this new family of instruments.

Abstract (italiano)

La ricerca scientifica in psicologia è intrinsecamente legata alla misurazione di variabili che per natura sono mutevoli, presentano un’elevata complessità e molto spesso non sono direttamente osservabili. Lo sviluppo di metodi di misurazione è funzionale alla ricerca di un mezzo per mettere in luce le diverse sfaccettature della variabile psicologica di interesse. Gli ultimi quindici anni hanno assistito ad un enorme sviluppo e applicazione di un nuovo insieme di strumenti di misura note come misure implicite, le quali hanno come scopo primario quello di quantificare quelle variabili psicologiche definite come automatiche, incontrollabili, inconsce, impulsive, o implicite. L’obiettivo principale di questo lavoro è stato quello di esplorare la natura propriamente implicita di alcune di queste misure, insieme al loro funzionamento. Il progetto di ricerca ha incluso la sperimentazione di alcuni metodi di misura impliciti in due diversi contesti all’interno del più ampio ambito della salute mentale: da una parte lo studio delle componenti automatiche nei processi di stigmatizzazione nei confronti di persone affette da un qualche disturbo mentale (Parte 1); dall’altra la considerazione dei processi impulsivi e automatici in persone affette da uno specific disturbo mentale, quale la dipendenza dal alcol (Parte 2).
La Parte 1 della tesi include lo sviluppo di due Implicit Association Tests destinati alla valutazione di due aspetti inerenti lo stigma verso la malattia mentale: le credenze eziologiche e gli atteggiamenti pregiudiziali. Gli obiettivi principali hanno riguardato la verifica del possibile utilizzo di queste misure come strumenti di valutazione in questo specifico ambito, e nel contempo dell’effettiva esistenza di una controparte implicita nell’espressione dello stigma verso la malattia mentale.
Nella Parte 2 la prospettiva ha assunto un’ulteriore duplice veste attraverso la sperimentazione delle tecniche di misurazione implicita come strumenti di cambiamento, attraverso il loro adattamento alla funzione di training di quei processi impliciti inizialmente misurati. Lo studio ha preso la forma di un Trial Clinico Randomizzato (TCR) con pazienti ambulatoriali dipendenti da alcol, nel quale è valutata la somministrazione di una combinazione di due training per il trattamento dei processi cognitivi automatici disfunzionali (i.e., bias attentivo e di approccio) implicati nella dipendenza da alcol.
In entrambi gli studi sono state esplorate sia le proprietà misurative degli strumenti sviluppati, sia la loro relazione con l’ipotetica variabile psicologica misurata all’interno di una prospettiva di modellazione a tratti latenti, attraverso l’applicazione del Many-Facet Rasch Measurement model (MFRM).
I risultati ottenuti nella Parte 1 mostrano come il modello MFRM sia riuscito a separare i diversi ‘ingredienti’ che contribuiscono all’emergere dell’effetto IAT evidenziando come le credenze eziologiche implicite e l’atteggiamento implicito nei confronti della malattia mentale siano multi-sfaccettati. Le associazioni semantiche e valutative nei confronti della malattia mentale sembrano cambiare in funzione della categoria diagnostica e sono rispettivamente determinate da associazioni con l’area semantica biologica e da un effetto primacy di associazioni positive. Il modello MFRM ha inoltre reso evidente il funzionamento dello IAT a livello microscopico.
Nella Parte 2, l’analisi di un gruppo di partecipanti nelle sessioni di pre- e post- assessment ha dato i primi, promettenti risultanti sull’efficacia del TCR: nonostante al momento i partecipanti non abbiamo menifestato un significativo cambiamento nelle misure del bias attentivo e di approccio verso l’alcol, il modello MFRM ha dimostrato comunque che c’è effettivamente in atto un processo di cambiamento. Le condizioni sperimentali hanno prodotto un effetto discriminante nell’ottenere la diminuzione o il rovesciamento dei due bias cognitivi. Il modello ha inoltre contribuito all’esplorazione della dimensionalità e delle ipotesi teoriche alla base delle due misure implicite dei bias, dando suggerimenti rilevanti circa le loro caratteristiche dominio-generali e dominio-specifiche. Un ulteriore risultato riguarda un primo riscontro di un effetto esercitato dagli stimoli utilizzati nelle due misure nell’aumentare i processi di controllo degli impulsi nei confronti dell’alcol.
In conclusione, l’intreccio tra misurazione implicita, salute mentale, e modelli di Rasch è nato allo scopo non solo di chiarire i benefici dell’utilizzo delle misure implicite in psicologia, ma anche per svelare che cosa significa effettivamente la misurazione implicita, mostrando sia i limiti che i punti di forza di questa nuova famiglia di strumenti attraverso la combinazione con un approccio metodologico e modellistico rigoroso.

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Tipo di EPrint:Tesi di dottorato
Relatore:Mannarini, Stefania
Dottorato (corsi e scuole):Ciclo 26 > Scuole 26 > SCIENZE PSICOLOGICHE
Data di deposito della tesi:30 Gennaio 2014
Anno di Pubblicazione:30 Gennaio 2014
Parole chiave (italiano / inglese):Misurazione implicita/implicit measurement; teoria della misurazione/measurement theory; modellazione a variabili latente/latent modeling; Implicit Association Test/Implicit Association Test; Many-Facet Rasch model/Many-Facet Rasch model; salute mentale/mental health; stigma/stigma; bias cognitivi/cognitive bias; Cognitive Bias Modification/Cognitive Bias Modification; Trial Clinico Randomizzato/Randomized Clinical Trial;
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-PSI/03 Psicometria
Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-PSI/08 Psicologia clinica
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata
Codice ID:6760
Depositato il:17 Nov 2014 09:25
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