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Maltoni, Sarah (2015) Roman and late-Roman glass from north-eastern Italy: comparing raw materials and production technologies of vessels and mosaic tesserae. [Tesi di dottorato]

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Abstract (inglese)


Abstract
The present research focuses on the archaeometric study of glasses circulating in north-eastern Italy between Roman times and Late Antiquity with the aim of clarifying raw materials and production technologies. Unlike the approach generally used in the study of glass, which focuses on one of the two classes of materials, vessels and vitreous mosaic tesserae are here addressed in parallel, in order to have a wider picture on the circulation of glass and glass-technologies in the area.
The glass vessels here examined come from the most important north-Adriatic harbours of the considered time span: Classe (Ravenna) and Aquileia (Udine).
The assemblage of Classe, mainly composed of working wastes and drinking vessels dated to the 5th-8th century, was excavated in the productive area of the harbour of Classe and is thought to derive from a glass workshop. The assemblage excavated in the domus of Tito Macro in Aquileia comprises mainly tableware dated to the 1st-8th century, and some working indicators including chunks.
The opportunity of analysing vessels and glassworking wastes excavated in the two cities allows speculating on the composition of locally-worked glass, the location of supply of raw materials and trade routes.
The glass tesserae here investigated come from three sites: the disrupted decoration of the Roman buildings excavated under the church of Santa Maria Maggiore in Trento (Italy) and dated to the 2nd-4th century; the disrupted decoration of the Roman villa of Torre di Pordenone dated to the 2nd-5th century AD; and the in-situ mosaic of the Domus delle Bestie Ferite in Aquileia, dated to the second half of the 4th century. The tesserae show a wide chromatic range, comparable in the three sites, that allows direct comparisons.
Chemical, textural and mineralogical analyses were conducted by means of an articulated set of analytical methods aimed to obtain the highest standards of precision and accuracy. The analytical methods employed are OM, SEM-EDS, XRF, EMPA, MC-ICP-MS, XRPD, FORS, EPR, and Micro Raman Spectroscopy.
The two sites of Classe and Aquileia are characterized by the presence of glass compositions referable to the late Antiquity, with a high degree of comparability in terms of chemical composition and isotopic signatures, which allow hypothesizing that the two cities had similar trade routes from similar supply areas located along the eastern Mediterranean shores.
The examination of the mosaic tesserae highlighted a compositional uniformity in the sites of Pordenone and Trento, in which base glass, colouring agents and opacifiers are characteristic of the Roman time; differently, the mosaic of Aquileia shows a greater variety of chemical compositions and colouring/opacifying techniques, partly referable to the Late Antiquity, which indicates a prompt reception of technological innovations.

Abstract (italiano)

Riassunto
La presente ricerca ha come obiettivo lo studio archeometrico del vetro circolante nell’Italia nordorientale a cavallo tra epoca romana e tarda antichità, con il fine di caratterizzarne le materie prime e le tecnologie di produzione. Diversamente dall’approccio generalmente utilizzato nello studio del vetro, che si focalizza su una delle due classi di materiali, l’oggettistica in vetro e le tessere musive vitree sono qui affrontate parallelamente con lo scopo di ottenere una più ampia visione sulla circolazione del vetro e delle tecnologie nell’area in esame.
L’oggettistica vitrea qui esaminata proviene dai due più importanti siti portuali nord Adriatici del periodo considerato: ossia Classe e Aquileia.
La campionatura di Classe, composta prevalentemente da indicatori e scarti di lavorazione e forme potorie datate ai secoli V-VIII d.C., deriva da un probabile atelier dell’area produttiva del porto. La campionatura di Aquileia, datata tra I e VIII secolo e rinvenuta nella domus di Tito Macro comprende invece prevalentemente vasellame da mensa e alcuni indicatori di lavorazione e pani di vetro.
La possibilità di analizzare contestualmente oggetti e indicatore di lavorazione provenienti dai due siti permette di avanzare ipotesi sul tipo di vetro lavorato, sulle fonti di approvvigionamento delle materie prime e sulle rotte commerciali.
Le tessere musive vitree provengono da tre siti: tessere sciolte provenienti dagli edifici romani rinvenuti sotto la cattedrale di Santa Maria Maggiore a Trento (II-IV sec d.C.), tessere sciolte provenienti dalla villa romana di Torre di Pordenone (I-V sec d.C.) e il mosaico in-situ della Domus delle bestie Ferite di Aquileia (seconda metà del IV sec d.C.).
Le tessere sono caratterizzate da un’ampia gamma cromatica comparabile tra i tre siti considerati permettendo così di fare confronti puntuali
L’analisi chimica, mineralogica, isotopica e tessiturale è stata condotta per mezzo di un articolato insieme di tecniche analitiche dotate di elevati standard di accuratezza e precisione delle misure. Per ogni tipologia di materiale qui considerato sono state privilegiate le tecniche analitiche che garantissero l’accurata ed esaustiva caratterizzazione e la massima salvaguardia dei campioni in esame.
I metodi utilizzati sono OM, SEM-EDS, XRF, EMPA, MS-ICP-MS, XRPD, FORS, EPR e Spettroscopia Micro Raman.
I due siti di Classe sono caratterizzati dalla presenza di vetri a composizione ascrivibile all’epoca tardoantica e da un elevato grado di comparabilità in termini di composizioni chimiche e segnature isotopiche, che permettono di ipotizzare per le due città in epoca tardoantica le medesime rotte commerciali provenienti da analoghe località di produzione primaria localizzare sulle coste del Mediterraneo orientale.
L’esame delle tessere musive ha invece evidenziato una certa uniformità composizionale nelle tessere dei siti di Pordenone e Trento, nei quali vetro di base, coloranti e opacizzanti sono caratteristici dell’epoca Romana mentre nel mosaico Aquileiese è stata riscontrata una maggiore varietà di composizioni chimiche e tecniche di colorazione e opacizzazione anche ascrivibili all’epoca tardoantica, indicative di una pronta ricezione delle novità tecnologiche.

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Tipo di EPrint:Tesi di dottorato
Relatore:Silvestri, Alberta
Correlatore:Molin, Gianmario - Salvadori, Monica - Vandini, Mariangela
Dottorato (corsi e scuole):Ciclo 27 > scuole 27 > STUDIO E CONSERVAZIONE DEI BENI ARCHEOLOGICI E ARCHITETTONICI
Data di deposito della tesi:01 Febbraio 2015
Anno di Pubblicazione:Aprile 2015
Parole chiave (italiano / inglese):vetro romano/Roman glass; archeometria/archaeometry; mosaico/mosaic;
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 04 - Scienze della terra > GEO/09 Georisorse minerarie e applicazioni mineralogico- petrografiche per l'ambiente ed i beni culturali
Area 10 - Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche > L-ANT/07 Archeologia classica
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Beni Culturali: archeologia, storia dell'arte, del cinema e della musica
Codice ID:7895
Depositato il:25 Nov 2015 11:05
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