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De Martin, Eleonora (2015) Autoimmune hepatitis: clinical experience after liver transplantation and molecular study using surface plasmon resonance imaging-based strategy. [Tesi di dottorato]

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Abstract (inglese)

De novo autoimmune hepatitis in patients with HCV recurrence (HCV-€R) after liver transplantation (LT) is of challenging diagnosis and the impact of autoimmune therapy (AT) is still a matter of debate. In the first part of this work the aim was to evaluate clinical, serological, histological characteristics of these patients and the impact of AT. Patients have been evaluated in two European transplant centers .Liver biopsies were retrospectively by experts pathologists. Three parameters, plasma cells infiltrate, interface hepatitis and central vein necrosis, were evaluated applying a new semi-€quantitative method. Final diagnosis was of prevalent viral lesions: HCV-€R, or prevalent immunological lesions: AIH. Forty patients, transplanted between 1983-€2009, were included, 16 (40%) patients were HCV-€R and 24 (60%) AIH. High grade of interface hepatitis and confluent central vein necrosis were significantly more represented in AIH patients, moreover AST/ALT were significantly higher in AIH group (p=0.05 and p=0.003, respectively). No difference was found regarding baseline immunosuppression, autoantibodies and gammaglobulin levels. No relationship between HCV antiviral therapy and AIH was observed.
Ten years survival was lower for AIH compared to HCV‐R patients (65%, versus 93%, p=0.050). The AT improved the cytolysis but did not modify long-€term survival (50% treated versus 87.5% non treated patients, p=ns), which was impaired by severe HCV disease progression. Anti-€dsDNA autoantibodies (Abs) are highly diagnostic for systemic lupus erythematosus (SLE), however, they can be found in autoimmune hepatitis (AIH) but it remains uncertain which antigen triggers the production of these antibodies. Moreover the characteristics of antigen‐antibodies interaction are still a matter of concern. In the second part of this work the aim was to differentiate the binding characteristics of dsDNA and anti-€dsDNA Abs obtained from AIH and SLE patient'€™s sera using Surface Plasmon Resonance imaging (SPRi) strategy. Sera from AIH (n=14), SLE patients (n= 7) with anti-€dsDNA Abs positive Farr test, as well as from healthy controls (n= 7) were collected. IgGs and IgMs were purified from sera. Ten different types of oligonucleotides (OG) were spotted over the chip surface of SPRi. Kinetic SPRi study was also performed. All sera from both patients and controls showed a reactivity signal on SPRi, nevertheless when monoclonal mouse anti-€IgGs were injected after the sera injection, only for AIH patients the signal was still evident, being lower for SLE patients and controls. When purified IgGs from sera were injected an interaction signal with OG was observed only for AIH patients. Mean IgGs koff were comparable among patients, meaning they have the same dissociation kinetic. SPRi method identifies interactions between sera from AIH, SLE patients and controls and dsDNA of OG used. However using purified IgGs a binding signal is observed only for AIH. These results suggest that immunocomplex found in AIH and SLE patients are different, in SLE patients the complex might require a third partner, or probably, recognize a specific dsDNA conformation.
Results from our work suggest that new promising methods can be applied both in clinical and laboratory field for the comprehension and monitoring of autoimmune hepatitis.

Abstract (italiano)

L'€™epatite autoimmune de novo che insorge in pazienti con recidiva di epatitie C dopo trapianto di fegato 耙 di difficile diagnosi e l'€™impatto della terapia autoimmune rimane oggetto di discussione.
Nella prima parte di questo lavoro lo scopo è stato di valutare le caratteristiche cliniche, sierologiche e istologiche di questi pazienti e il beneficio della terapia autoimmune. I pazienti sono stati inclusi in due centri trapianto europei. Le biopsie epatiche sono state retrospettivamente revisionate da anatomopatologi esperti che hanno valutato tre aspetti, infiltrato plasmacellulare, epatite d'€™interfaccia e necrosi perivenulare centrale, applicando un nuovo metodo semiquantitativo. La diagnosi finale si 耙 basata sulla prevalenza di lesioni virali: HCV-€R, o di lesioni autoimmuni: AIH. Quaranta pazienti sono stati inclusi, 16 (40%) HCV-€R e 24 (60%) AIH. L'€™epatite d'€™interfaccia di alto grado e la necrosi centrale confluente sono state gli aspetti significativamente più€™ rappresentati nei pazienti AIH, inoltre AST e ALT sono risultate significativamente più elevate nei pazienti AIH. Nessuna differenza 耙 stata riscontrata riguardo all'€™immunosuppressione di base, aumento delle gammaglobuline o positività€™ autoanticorpale. Alcuna relazione 耙 stata riscontrata tra la terapia antivirale e lo sviluppo di AIH. La spravvivenza 耙 risultata inferiore per i pazienti AIH rispetto ai pazienti HCV-€R (65% versus 93%, p=0.050). La terapia autoimmune migliora la citolisi ma non modifica la sopravvivenza (50% pazienti trattati versus 87.5% pazienti non trattati, p=ns), che 耙 compromessa dalla progressione dell'€™epatite C.
Gli anticorpi anti-€dsDNA sono altamente diagnostici di lupus eritematoso sistemico (LES), tuttavia possono essere riscontrati anche in altre patologie come l'€™epatite autoimmune, rimane incerto quali antigeni inducano la produzione di questi autoanticorpi. Inoltre le caratteristiche dell'€™interazione antigene-€anticorpo sono state solo parzialmente elucidate. Nella seconda parte di questo lavoro lo scopo 耙 stato di differenziare le caratteristiche dell'€™interazione tra dsDNA e anti-€dsDNA in pazienti con AIH e LES utilizzando la tecnica innovante Surface Plasmon Resonance imaging (SPRi). I sieri di pazienti con AIH (n=14), LES (n=7), con anti-dsDNA ad alto titolo, riscontrati con il test di Farr, e di controlli sani (n=7) sono stati raccolti. Le IgG e IgM sono state purificate dai sieri. Dieci diversi oligonucleotidi (OG) sono stati immobilizzati sulla superficie del prisma dell'€™SPRi.
La cinetica d'€™interazione 耙 stata inoltre valutata. I sieri di tutti i pazienti e dei controlli sani hanno mostrato un segnale di attivazione in SPRi, tuttavia una volta iniettate le IgGs monoclonali murine, il segnale 耙 rimasto evidente solo per i pazienti AIH, divenendo debole e quasi inesistente rispettivamente per i pazienti LES e i controlli sani. Dopo l'€™iniezione delle IgGs purficate, il segnale 耙 stato riscontrato solo per i pazienti AIH. La media delle costanti di dissociazione (koff) 耙 risultata comparabile per tutti i pazienti, a significare che la cinetica di dissocazione era comparabile per tutti i sieri di pazienti AIH. La tecnica SPRi permette di identificare la presenza di interazioni tra dsDNA e anti-€dsDNA in pazienti AIH e LES e controlli, utilizzando le IgG purificate il segnale rimane presente solo per i pazienti AIH. Secondo questi risultati 耙 possibile affermare che esiste una differenza tra i complessi immuni presenti nei pazienti AIH rispetto ai pazienti LES che richiedono la presenza di un terzo componente per la forazione o stabilizzazione dei complesso, o, probabilmente riconoscono delle sequenze oligonucleotidiche precise.

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Tipo di EPrint:Tesi di dottorato
Relatore:Burra, Patrizia
Dottorato (corsi e scuole):Ciclo 27 > scuole 27 > BIOLOGIA E MEDICINA DELLA RIGENERAZIONE
Data di deposito della tesi:15 Febbraio 2015
Anno di Pubblicazione:15 Febbraio 2015
Parole chiave (italiano / inglese):trapianto di fegato, epatite C recidiva, epatite autoimmune, autoanticorpi, anti-€dsDNA, Surface Plasmon Resonance imaging. liver transplantationa, HCV recurrence, autoimmune hepatitis, autoantibodies
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 06 - Scienze mediche > MED/12 Gastroenterologia
Area 05 - Scienze biologiche > BIO/11 Biologia molecolare
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Scienze Chirurgiche Oncologiche e Gastroenterologiche
Codice ID:8047
Depositato il:26 Nov 2015 11:39
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