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Tessera, Davide (2015) Le disposizioni anticipate di trattamento tra anomia legislativa, controllo giudiziale e autonomia privata. [Ph.D. thesis]

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Abstract (english)

The study aims to provide an analysis of advance directives (ADs, more commonly known as “living wills”) in the contemporary legal experience.
The paper is divided in two parts, which correspond to the different approaches adopted in the research: the issues related to advance directives are examined in the first part; in the second one, the attention is focused on the civil profiles of advance directives and on the possibilities for their implementation in the Italian legal system.
The first chapter, which includes an introduction about biolaw, is dedicated to give some terminological clarifications and to show the main differences between advance directives and last wills.
The second and the third chapters, respectively, deal with the topics connected to the “right to die” (especially the assisted suicide and euthanasia in the decisions of the ECHR and in the legislations of the Netherlands and Belgium) and with the informed consent. A particular importance is given to the analysis of the French Code de la santé publique and of the U.S. and British case law (Quinlan, Cruzan, Bland).
The second part of the paper offers a reconstruction of the legal instruments which can be used to protect the will and the personal identity of the patient. First of all, a fundamental principle which emerges from the Italian jurisprudence is that advance directives, despite the lack of a specific legislation, are normally binding. However, it seems that the best choice in order to guarantee the intangibility of the patient’s body is to adopt advance care planning and to establish a balanced relationship with the doctor.
A complex problem, which is considered in the last chapter, regards the possibility for a patient to be substituted in his health care decisions when he lacks capacity. In the last years, this possibility has been acknowledged by the Italian Supreme Court of Cassation referring to the institutes of the interdiction and of the “amministrazione di sostegno”. The concluding paragraphs aim to demonstrate that a similar substitution could be implemented, without the necessity of a constant judicial control, through the analogical application of general principles and the regulations concerning the mandate and the power of attorney.

Abstract (italian)

Lo studio è finalizzato a fornire un’analisi delle disposizioni anticipate di trattamento (DAT, più comunemente conosciute con il nome di “testamento biologico”) nell’esperienza giuridica contemporanea.
Il lavoro è diviso in due parti, che corrispondono ai differenti approcci adottati nella ricerca: nella prima, si esaminano le questioni biogiuridiche connesse alle disposizioni anticipate; nella seconda, ci si sofferma sui profili più specificamente civilistici delle DAT e sulle possibilità di attuazione all’interno dell’ordinamento italiano.
Il primo capitolo, che include anche un’introduzione sul biodiritto, è dedicato ad alcune precisazioni terminologiche e all’illustrazione delle principali differenze tra disposizioni anticipate e testamento mortis causa.
Il secondo e il terzo capitolo trattano, rispettivamente, le tematiche relative al “diritto a morire” (in particolar modo, il suicidio assistito e l’eutanasia nell’ambito delle decisioni della CEDU e nelle legislazioni di Paesi Bassi e Belgio) e al consenso informato. Una particolare importanza viene attribuita all’analisi del Code de la santé publique francese e dei casi giudiziari (Quinlan, Cruzan, Bland) di cui si sono occupate le corti di common law.
La seconda parte dell’elaborato offre una ricostruzione degli strumenti legali che possono essere impiegati per tutelare la volontà e l’identità personale del paziente. Innanzitutto, un principio fondamentale che emerge dalla giurisprudenza italiana è che le disposizioni anticipate, nonostante la mancanza di una specifica disciplina legislativa in materia, sono normalmente vincolanti. Comunque, pare che la scelta migliore per garantire l’intangibilità della sfera corporea del paziente in mancanza del suo consenso al trattamento terapeutico sia quella di ricorrere alla pianificazione condivisa delle cure, al fine di stabilire una relazione bilanciata con il medico curante.
Un problema complesso, che viene considerato nell’ultimo capitolo, riguarda la possibilità di sostituzione del paziente nelle scelte riguardanti la salute, laddove la sua capacità venga meno. Questa possibilità è stata riconosciuta, negli ultimi anni, dalla Suprema Corte di Cassazione con riferimento agli istituti dell’interdizione e dell’amministrazione di sostegno. I paragrafi conclusivi sono finalizzati a dimostrare che una simile sostituzione potrebbe essere attuata, senza la necessità di un costante controllo giudiziale, attraverso l’applicazione in via analogica dei principi generali e delle disposizioni normative disciplinanti il mandato e la procura.

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EPrint type:Ph.D. thesis
Tutor:Piccinni, Mariassunta
Ph.D. course:Ciclo 27 > scuole 27 > DIRITTO INTERNAZIONALE E DIRITTO PRIVATO E DEL LAVORO
Data di deposito della tesi:27 July 2015
Anno di Pubblicazione:27 July 2015
Key Words:disposizioni anticipate di trattamento / direttive anticipate di trattamento / dichiarazioni anticipate di trattamento / testamento biologico / advance directives / living will
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 12 - Scienze giuridiche > IUS/01 Diritto privato
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali
Codice ID:8868
Depositato il:30 Aug 2016 08:31
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