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Parrino, Alessia (2015) Sono solo animali?
Storia e attualitĂ  di una relazione difficile.
[Tesi di dottorato]

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Abstract (inglese)

Working on my graduate thesis I started to study the important link between animal cruelty and interpersonal violence with the real hope to develop in my country, Italy, a new kind of education which will be able to develop in children the awareness of the importance to protect every form of life, both human and non human. Animals as victims are in the same position of women and children because they are in the group called “weak subjects”.
Soon I realized that talking about an education approach to teach compassion toward animals in a country as Italy which also today it maintain a rural thought, will be hard.
Many clues gave me an intuition: there is a social idea that only women and children can show sensibility toward animals and that the permanence of storical idea of virility in men prevents them to show empathy toward other living creatures.
A violent person is violent against every subject weaker than him, because violence is not strenght, violence is an habitus and as habitus we have as educators the resources to change it and to improve the social appeal of some values: protection vs prevarication, care vs damage, real man vs violent man.
My research confirmed my intuition about the need of construction of a social shared idea of a real and strong man as a man who is compassionate toward the weaker and who feel the moral imperative to protect the weaker, but also a man who is ready to fight for the good of a weaker life as animal life is.
At this point it was useful to study the non violent philosophy and movement so I studied many non-violent authors and I find in their thoughts the idea of non-violence extended also to “non human animals”.
From the interviews and bibliografical research I find the need (that society are showing) to built a new model of strong and desiderable person. Perpetrators of violence, in the major number of cases think that they are strong in abusing the weaker.

We need a new model of human being, and to develop it, we need education of new generation of boys and girls.
To realize this ideal human being it must starting from the childhood to teach respect, compassion and protection toward animals, this is the only way to develop the concept of “respect every kind of lives”.
This concept is the base of the building of future peaceful society.

Abstract (italiano)

Durante la scrittura della mia tesi di laurea ho iniziato a studiare il legame che intercorre tra la crudeltà verso gli animali e la violenza verso gli umani. La mia ricerca era ed è mossa dalla speranza di sviluppare un nuovo tipo di educazione basato sulla consapevolezza dell'importanza di educare i bambini di oggi a proteggere ogni forma di vita, sia umana che non. Questo contribuirà a farli diventare adulti rispettosi delle diverse forme di vita con le quali condividiamo il Terra.
Gli animali infatti sono vittime, e vengono a trovarsi abitualmente nella stessa posizione delle donne e/o dei bambini, in quanto membri a pieno titolo del gruppo che si denomina usualmente "soggetti deboli".
Ben presto mi sono resa conto che parlare di formazione indirizzata allo sviluppo della compassione verso gli animali in un paese come l'Italia, che anche ad oggi sembra mantenere un pensiero rurale radicato, sarebbe stato complesso.
Nonostante questa intuizione, la conoscenza dell’argomento scaturita da studi pluriennali mi porta oggi a poter evidenziare che chi è violento verso un soggetto più debole di lui non esprime forza, e se continua a suscitare questo immaginario collettivo allora è arrivato il momento di iniziare a lavorare per migliorare l'appeal sociale di alcuni valori: la protezione contro la prevaricazione, la cura vs danno, ecc. La violenza ripetuta non rappresenta una inspiegabile coincidenza, la violenza è un habitus e in quanto habitus può venire depotenziata solamente attraverso l’educazione. Noi abbiamo come educatori le risorse per cambiare e volgere lo sguardo non violento su ogni forma di vita, dando per primi l’esempio quotidiano alle nuove generazioni.
La mia ricerca ha confermato la mia intuizione circa la necessità di costruire un modello sociale condiviso nel quale la forza sia esprimere compassione verso i più deboli. Dobbiamo instillare l'imperativo morale di proteggere i più deboli, al di là della specie, solo considerando chi è detentore di vita. Una generazione pronta a combattere per il bene, astenendosi dalla violenza sul debole ma che punta a quella forza che protegge e non a quella che distrugge.
A questo punto è stato utile per studiare la filosofia non violenta e il movimento ad essa connesso. Mi sono così immersa nello studio di diversi autori non violenti trovando nei loro pensieri l'idea della non-violenza estesa anche ai cosiddetti "animali non umani".
Dalle interviste e dalle ricerche bibliografiche è emersa la necessità (da parte della società) di costruire un nuovo modello di persona che sia un modello attrattivo, desiderabile soprattutto per i più giovani.
Abbiamo bisogno di un nuovo modello di essere umano, ma per realizzare questo ideale si erge la necessità di instillare nell’individuo dall'infanzia il rispetto, la compassione e la protezione verso gli animali, verso tutte le forme di vita più deboli.
L’ideale del “rispettare ogni tipo di vita" è alla base della costruzione della futura società pacifica.

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Tipo di EPrint:Tesi di dottorato
Relatore:Milan, Giuseppe
Dottorato (corsi e scuole):Ciclo 27 > scuole 27 > SCIENZE PEDAGOGICHE, DELL'EDUCAZIONE E DELLA FORMAZIONE
Data di deposito della tesi:31 Luglio 2015
Anno di Pubblicazione:30 Luglio 2015
Parole chiave (italiano / inglese):animali violenza empatia bambini educazione / animals violence emphaty children education
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche > M-PED/01 Pedagogia generale e sociale
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata
Codice ID:8923
Depositato il:31 Ago 2016 10:11
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