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Guerzoni, Eugenia (2016) Effect of Aldosterone on MMP-9 Activity in Monocyte/Macrophages. [Tesi di dottorato]

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Tesi non accessible fino a 01 Febbraio 2019 per motivi correlati alla proprietà intellettuale.
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Abstract (inglese)

Background. Atherosclerosis is a chronic, multifactorial pathology caused by long exposure to cardiovascular risk factors. Risk factors provoke oxidative stress and endothelial dysfunction, leading to expression of adhesion molecules, diapedesis of monocytes and transformation into macrophages. Macrophages internalize oxidized-LDL, become foam cells and release proinflammatory cytochines that increase atherosclerosis and metalloproteases that destabilize the plaque.
High plasma aldosterone level (PAC) was shown to predict short and long-term mortality and life-threatening arrhythmias in patients with myocardial infarction (AMI) and a prognostic role was attributed to PAC also in stable coronary artery disease (CAD) patients. Moreover, mineralocorticoid receptor antagonism (MRA) was demonstrated to reduce cardiovascular (CV) mortality in patients with heart failure (HF) or left ventricular dysfunction post-acute AMI. Recent clinical trials demonstrated a direct aldosterone pro-atherogenic or plaque-destabilizing effect, supported by the recent identification of pathways linking aldosterone to oxidative stress and metalloproteinase-9 (MMP-9) activation, which we postulate might occur in monocytic/macrophagic cells, recognized effectors of plaque instability and ensuing CV events.
Aim. The primary aim of our study was to investigate the effects of aldosterone and mineralocorticoid receptor antagonist on the MMP-9 production by monocytes/macrophages
Material and Methods. We employ a THP-1 monocytic cell-line and human monocytes from blood of healthy donors; to obtain macrophages, we used phorbol myristate acetate (PMA) for the cell line and GM-CSF for human cells.
We first confirmed the cell transition by FACS and gene expression of PPARγ gene.
Cells were investigated for the presence of the Mineralocorticoid Receptor (MR) at Western Blot and RT-PCR and to elucidate the effects of aldosterone on these cells we analyzed FKBP51 gene expression. The effect on MMP-9 expression and activity, was assessed by RT-PCT and zimography, respectively.
Results. We demonstrated that macrophages, both THP-1 and human, express an higher amount of PPARγ mRNA, confirming the successful phenotypic transition.
Macrophages express also an higher amount of MR protein and mRNA respect to monocytes, thus explaining the non-responsiveness of monocytes to aldosterone in MMP-9 increase. On the contrary, THP-1 macrophages (differentiated after 72 hours in PMA 100nM), showed in the dose and time-dependent curve, a significant MMP-9 activity in response to aldosterone in particular at lower concentrations (10-8 and 10-9M) between 16 and 48 hours. Responsiveness of macrophages to aldosterone was confirmed by FKBP51 gene expression.
We repeated the dose and time-response curve in human cells: MMP-9 gene expression was significantly higher after 2 hours of aldosterone at 10-7M and 10-8M (2,03 ± 0,26 and 2,05 ± 0,26 fold change vs. control, respectively; p < 0.001) and at 6 hours only aldosterone at 10-7M, while MMP-9 activity increases only at 24 hours in presence of aldosterone 10-8 M aldosterone 10-9 M (1,23 ± 0,07 and 1,36 ± 0,08 respectively). In presence of canrenone as MR inhibitor, RT-PCR shows a clear trend in reduction both at 2 and 6 hours in presence of canrenone respect to aldosterone-induced MMP-9 gene expression, even if not significant (p = 0.08 at 6 hours).

Abstract (italiano)

Background. L’aterosclerosi è una patologia cronica e multifattoriale causata dall’esposizione prolungata a fattori di rischio. I fattori di rischio provocano stress ossidativo e disfunzione endoteliale, portando all’espressione di molecole di adesione, diapedesi monocitaria e trasformazione in macrofagi. I macrofagi internalizzano le LDL ossidate, diventano “cellule schiumose” e rilasciano citochine pro-infiammatorie che aumentano l’aterosclerosi e metalloproteasi che destabilizzano la placca.
Si è dimostrato che alti livelli plasmatici di aldosterone (PAC) predicono la mortalità a breve e lungo termine e le aritmie mortali in pazienti con infarto del miocardio (AMI); un ruolo prognostico è stato attribuito al PAC anche nei pazienti con coronaropatia stabile (CAD). Inoltre, è stato dimostrato che gli antagonisti del recettore mineralcorticoide (MRA) riducono la mortalità cardiovascolare (CV) in pazienti con insufficienza cardiaca (HF) o disfunzione ventricolare sinistra post AMI acuto. Recenti trial clinici hanno dimostrato un effetto pro-aterogenico dell’aldosterone o di destabilizzazione della placca, supportato dalla recente identificazione di pathways che correlano l’aldosterone allo stress ossidativo e all’attivazione della metalloproteasi-9 (MMP-9), che supponiamo possa avvenire nei monociti/macrofagi, cellule coinvolte direttamente nell’instabilità della placca e nei risultanti eventi cardiovascolari.
Scopo. Lo scopo primario del nostro studio era di investigare l’effetto dell’aldosterone e degli antagonisti del recettore mineralcorticoide sulla produzione di MMP-9 da parte di monociti/macrofagi.
Materiali e Metodi. Abbiamo utilizzato la linea cellulare monocitica THP-1 e monociti umani estratti da sangue di volontari sani; per ottenere i macrofagi, è stato usato phorbol myristate acetate (PMA) per la linea cellulare e GM- CSF per le cellule umane.
Abbiamo inizialmente confermato la transizione cellulare attraverso la FACS e l’espressione genica di PPARγ.
Abbiamo indagato la presenza del recettore minaralocorticoide (MR) nelle cellule con Western Blot e RT-PCR e per chiarire gli effetti dell’aldosterone su queste cellule abbiamo analizzato l’espressione genica del gene FKBP51. L’effetto sull’espressione e sull’attività della MMP-9 è stato analizzato attraverso RT-PCR e zimografia, rispettivamente.
Risultati. Abbiamo dimostrato che i macrofagi, sia THP-1 sia umani, esprimono una maggior quantità di mRNA di PPARγ, confermando la transizione fenotipica delle cellule.
I macrofagi inoltre esprimono maggior quantità di mRNA e proteina MR rispetto ai monociti, spiegando quindi l’incapacità dei monociti di rispondere all’aldosterone aumentando l’attività della MMP-9. Al contrario, i macrofagi THP-1 (differenziati per 72 ore con PMA 100 nM), mostrano nelle curve di dose- e tempo-risposta, un aumento significativo dell’attività della MMP-9 in particolare a basse concentrazioni di aldosterone (10-8 e 10-9 M) tra 16 e 48 ore. La capacità dei macrofagi di rispondere all’aldosterone è stata confermata dall’espressione genica di FKBP51.
Abbiamo ripetuto le curve di dose- e tempo-risposta nelle cellule umane: l’espressione genica di MMP-9 era significativamente maggiore dopo 2 ore in presenza di aldosterone 10-7M e 10-8M (2,03 ± 0,26 e 2,05 ± 0,26 volte vs. controllo, rispettivamente; p < 0.001) e a 6 ore solo per aldosterone 10-7M, mentre l’attività della MMP-9 aumentava solo a 24 ore con aldosterone 10-8 M e aldosterone 10-9 M (1,23 ± 0,07 e 1,36 ± 0,08, rispettivamente). In presenza dell’inibitore del MR canrenone, l’espressione genica di MMP-9 ha mostrato un’evidente riduzione sia a 2 che a 6 ore rispetto alla presenza di aldosterone, anche se non significativa (p = 0.08 a 6 ore).

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Tipo di EPrint:Tesi di dottorato
Relatore:Rossi, Gianpaolo
Correlatore:Maiolino, Giuseppe
Dottorato (corsi e scuole):Ciclo 28 > Corsi 28 > Ipertensione Arteriosa e Biologia Vascolare
Data di deposito della tesi:01 Febbraio 2016
Anno di Pubblicazione:01 Febbraio 2016
Parole chiave (italiano / inglese):aldosterone, MMP-9, atherosclerosis
Settori scientifico-disciplinari MIUR:Area 06 - Scienze mediche > MED/11 Malattie dell'apparato cardiovascolare
Struttura di riferimento:Dipartimenti > Dipartimento di Medicina
Codice ID:9595
Depositato il:07 Ott 2016 10:43
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