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FAQ / Indice delle domande


Domande generali

Domande sul Copyright

FAQ / Ecco le risposte

  • Cos'è PaDUA@research?
    PaDUA@research - Padova Digital University Archive- è un Open Archive istituzionale, destinato ad accogliere e conservare la produzione scientifica dell'Università di Padova secondo una semplice e rapida procedura di autoarchiviazione.
  • Chi può depositare in PaDUA@research?
    In PaDUA@research possono depositare i propri lavori scientifici gli autori afferenti all'Università degli Studi di Padova: professori, ricercatori, dottorandi, assegnisti, contrattisti, visiting professor che effettuino ricerca presso l'Ateneo.
  • Cosa si può depositare in PaDUA@research?
    E' possibile depositare le seguenti tipologie di documento:

    - Articolo di periodico (on line)
    - Articolo di periodico (a stampa)
    - Preprint
    - Contributo in Libro
    - Libro
    - Contributo a convegno
    - Atti di convegno
    - Rapporto tecnico
    - Tesi di dottorato
    - Altro

    E' possibile archiviare sia i lavori pubblicati che quelli in corso di stampa o inediti (per maggiori informazioni, consultare la sezione copyright).
  • In quale lingua si può depositare?
    I lavori possono essere scritti in qualsiasi lingua, ma si consiglia di inserire un abstract o parole chiave anche in lingua inglese per favorire la disseminazione e il reperimento delle informazioni inserite. Gli e-prints inseriti possono riguardare qualunque disciplina attinente all'attività di ricerca svolta presso l'Ateneo di Padova.
  • Come si deposita?
    Gli autori possono depositare direttamente i loro documenti elettronici dopo essersi registrati gratuitamente a PaDUA@research: una serie di indicazioni accompagna l'inserimento dei documenti nell'archivio. Una volta depositato, il lavoro rimane in un archivio temporaneo (buffer) per il procedimento di validazione bibliografica. Il controllo effettuato dallo staff bibliotecario non riguarda i contenuti scientifici ma la corrispondenza tra dati (il contenuto del file) e metadati (descrizione del contenuto), per garantire l'interoperabilità fra archivi e motori di ricerca.
  • Quali sono i formati consentiti per il deposito?
    I formati raccomandati sono PDF e HTML, sono inoltre accettati: DOC, PPT, PostScript, Plain ASCII text, JPEG, PNG, GIF.
  • Perchè depositare in PaDUA@research?
    Depositare in un archivio Oper Access consente:

    - una più ampia e rapida disseminazione dei risultati della ricerca scientifica
    - un maggiore impatto dei risultati della ricerca sulla comunità accademica nazionale e internazionale
    - un utilizzo e un accesso più immediato e semplice al prodotto di ricerca
    - una maggiore visibilità della produzione scientifica del singolo autore e dell'istituzione che ne supporta la ricerca (per maggiori informazioni leggere il documento di Peter Suber)
  • Posso inviare un articolo incompleto o lo schema di un articolo?
    Per il deposito si richiede che il materiale sia un documento completo che ha tutte le sezioni presenti, ha subito una revisione linguistica e ha tutte le note, i riferimenti, le illustrazioni e altri materiali sussidiari nella giusta collocazione.
  • Come faccio a rimuovere un preprint (o un documento)?
    I documenti possono essere rimossi solo dallo staff, per motivi di garanzia. Per la rimozione occorre inviare una richiesta via e-mail a eprints-user@lists.cab.unipd.it. I membri dello staff tecnico provvederanno a togliere il documento dall'archivio, in genere entro un giorno lavorativo. Per la rimozione occorrerà dare una motivazione. La vostra richiesta verrà inoltrata all'amministratore dell'archivio, che rimuoverà il documento o vi contatterà via e-mail.
  • Come faccio ad aggiornare i miei contributi?
    Il sw consente di aggiungere le nuove versioni di lavoro alle precedenti, sempre in autoarchiaviazione. Per correzioni delle versioni già archiviate occorre rivolgersi al gruppo di supporto: email eprints-user@lists.cab.unipd.it.
  • Che diritti ho in quanto titolare del copyright?
    Gli autori sono titolari di tutti i diritti sull'opera che hanno creato. Parliamo di diritti d'autore, sia morali sia economici. Tra questi ultimi vi sono i diritti di pubblicazione, di riproduzione, di distribuzione, di comunicazione al pubblico (mettere su web in accesso aperto), di rielaborazione, ecc. Se l'autore cede alcuni di questi diritti economici (o tutti) a terzi (per esempio un editore) ciò comporta la perdita di poter fare fotocopie della propria opera per motivi didattici, l'impossibilità di riusare il materiale per ulteriori pubblicazioni, saggi, o lavori didattici, la verifica sulla possibilità di mettere il proprio lavoro ad accesso aperto in web o su un archivio aperto.
  • Come posso proteggere i diritti d'autore del materiale che ho pubblicato?
    Al momento della creazione di un lavoro, un pre-print per esempio, ai sensi di legge, il lavoro è tutelato senza nessun obbligo di registrazione. I diritti sono quindi dell'autore e scattano nel momento della creazione del lavoro. Se l'autore cede i diritti, come per esempio avviene spersso per pubblicare un articolo in una rivista, in modo esclusivo, i diritti dell'opera in genere passano all'editore. In molti casi gli editori sono disposti a lasciare agli autori i diritti sulla pubblicazione elettronica del materiale, e a richiedere perciò una cessione solo sulla versione a stampa, in modo che gli autori scientifici possano depositare il proprio materiale sugli archivi aperti istituzionali o disciplinari.
  • Come posso ovviare alle licenze esclusive richieste ad un autore dall'editore?
    Un possibile testo esemplificativo del contratto di cessione dei diritti di sfruttamento economico è il seguente:
    "Delego a [l'editore o la rivista] tutti i diritti di vendere o di cedere il testo (su carta o on line) del mio articolo [titolo dell'articolo]. Conservo solo il diritto di diffonderlo gratuitamente a fini scientifici o didattici, in particolare il diritto di auto-archiviarlo pubblicamente on line sul Web."
  • Cosa significa il termine cessione dei miei diritti?
    Quando gli studiosi cedono il copyright della loro opera agli editori (a meno che non sussistano accordi diversi) significa che perdono i proprio diritti di sfruttamento economico. La cessione significa trasferire la proprietà del copyright dallo studioso all'editore. Ciò comporta che gli studiosi e l'università si possono trovare nelle condizioni di dover negoziare con l'editore l'uso dell'opera per fini di ricerca o didattici, pagando per eventuali utilizzi.
  • Mi hanno chiesto di cedere i diritti per poter pubblicare la mia opera. Che posso fare?
    Spesso è prassi comune che gli studiosi cedano i loro diritti agli editori per far pubblicare la loro opera. Questo succede specialmente con le pubblicazioni scientifiche. Ci sono altri modi in cui si può pubblicare un'opera senza che il titolare dei diritti ceda la sua titolarità; uno dei più comuni è concedere una licenza, meglio se non esclusiva.
  • Cos'è una licenza?
    Con una licenza (esclusiva o non esclusiva) il licenziatario ottiene il diritto di utilizzare il lavoro a certe condizioni, ma non ottiene la titolarità dei diritti. E' consigliabile stipulare licenze in forma scritta, sotto forma di contratto. Stipulando il contratto in forma scritta, le parti identificano le condizioni contrattuali, il che dovrebbe contribuire a evitare fraintendimenti successivi sui termini dell'accordo.
  • Come indicare che le condizioni vanno negoziate?
    Gli studiosi devono prendere provvedimenti per fare in modo che proporre del materiale per la pubblicazione su una rivista non li privi inutilmente del vantaggio della titolarità dei diritti. Un editore, sulla base di una licenza implicita, può procedere a pubblicare il lavoro. Quindi, se si propone un'opera perchè venga esaminata è consigliabile allegare una lettera d'accompagnamento all'editore, evidenziando le condizioni a cui offrite la licenza di pubblicazione, o spiegando che l'opera viene proposta solo per verificare l'interesse dell'editore che, se interessato, vi dovrà contattare per negoziare le condizioni.
  • Inviare dei testi all'archivio inciderà sui miei futuri tentativi di pubblicarlo su una rivista?
    E' una decisione che spetta alle singole riviste. La nostra impressione è che sia in corso una tendenza rivolta ad una maggiore tolleranza da parte degli editori scientifici.
    Consulta i documenti prodotti dal Progetto Europeo RoMEO:
  • Posso inviare all'archivio dei materiali già pubblicati altrove?
    L'archivio non richiede né prevede che il materiale sia inedito. Però, se fosse già stato pubblicato, l'autore deve accertarsi se ha già ceduto i diritti per l'opera che vuole depositare in archivio e se gli accordi stabiliti sui diritti con l'editore permettono di inserire il suo documento nell'archivio. Allo scopo esiste una banca dati di riferimento che contine le politiche editoriali in merito al deposito negli archivi aperti.
    Sherpa
  • Inviare il documento all'archivio potrebbe pregiudicare i futuri tentativi di pubblicarlo su una rivista?
    Questa decisione spetta al singolo editore: (per maggiori informazioni consultare la sezione Copyright)
    Come posso autoarchiviare e far pubblicare il mio lavoro? (traduzione italiana)
  • Se deposito un preprint all'archivio e poi lo pubblico in una rivista o in volume, posso lasciare il preprint nell'archivio?
    Gli atteggiamenti degli editori sono diversi. Quali che siano, il documento che fa fede è l'accordo sui diritti d'autore che avete sottoscritto con l'editore. Se quell'accordo vi richiede di ritirare il preprint che avete depositato, dovete farlo, ma sarebbe opportuno prima di sottomettere un articolo ad una rivista cercare di indagare meglio sulla bontà delle sue politiche editoriali, politiche che non dovrebbero ostacolare il libero accesso alle produzioni intellettuali di ricerca. (Per maggiori informazioni consultare progetto SHERPA) .

Domande sull'Open Access